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Cave di marmo. La Regione volta pagina Economia

Un documento di Giunta prima e una proposta di risoluzione poi. È questo l'uno-due che il governatore della Toscana Enrico Rossi e i consiglieri della sua maggioranza hanno assestato al sistema del marmo per cambiare le carte in tavola di una partita che da troppo tempo vede i soliti giocatori allo stesso tavolo. Ambedue i documenti vanno nella direzione di  modificare il Testo unico in materia di cave e torbiere (LR 78 del 1998), che interessa soprattutto, ma non univocamente, le cave di marmo di Carrara. Argomento che a Firenze è sembrato essere un tabù per tanto tempo, quello della cave è un dominio che a livello locale può incidere molto sulla qualità della vita degli abitanti, sia in termini economici che di stretta “vivibilità” del territorio.

Come infatti riportato dal nostro quotidiano nello scorso agosto (http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana/buchi-a-perdere.-quando-scavar-tra-le-rocce-conviene), la parziale applicazione del regolamento comunale di escavazione, il sistema tariffario poco vincolato a valori di mercato e i tutt'oggi in auge retaggi settecenteschi che consentono ai concessionari di cava di pretendere la perpetuità della loro attività, rappresenterebbero un vero e proprio tallone d'Achille per la comunità apuana.

Le idee della Regione. Per scavare si deve vincere una gara pubblica – Nella “decisione” varata dalla Giunta il 10 settembre scorso, compare proprio il riconoscimento del dettato della Corte Costituzionale che, con la sentenza 488 del 1995, aveva dichiarato «una parte della legislazione estense (quella settecentesca ndr) incompatibile con la legge dello Stato», come ad esempio quella relativa alla «regola della perpetuità della concessione». Nella legge regionale attualmente in vigore non compare nessun riferimento a quella sentenza e su questo fa leva chi avanza pretese di permanente gestione di alcuni bacini marmiferi. A Carrara, questi particolari territori sono definiti “beni estimati” e il riconoscimento fatto nella proposta di legge della non validità del diritto estense è stato salutato come «lodevole» da Legambiente. Altro punto forte della proposta sta nell'obbligo di una gara pubblica per l'assegnazione delle concessioni di cava e nell'intenzione della Regione di sostituirsi ai comuni qualora nell'esercizio dei loro poteri (applicazione regolamenti, autorizzazioni, concessioni) si dimostrino inadempienti.

La proposta di risoluzione – Come spiegato dal suo primo firmatario Matteo Tortolini, la proposta di risoluzione è invece mirata a «qualificare maggiormente» i concetti espressi dal documento di Giunta, proiettandoli verso «un'accentuazione della programmazione regionale» in materia di estrazione. «È necessario – riferisce Tortolini – eliminare la potestà di programmazione dai piani provinciali, qualificare le attività estrattive per sfruttare più razionalmente le risorse ed evitare di aprire nuovi fronti di cava in territori che fin'ora non hanno ospitato questa attività». Non si tratta, nelle parole del consigliere, di una guerra agli industriali ma del riconoscimento del fatto che «si devono conciliare ambiente e sviluppo». Firmata anche dai consiglieri Gazzarri, Ciucchi, Romanelli, Marini, Sgherri e Bini, la proposta di risoluzione sarà discussa il prossimo nove ottobre in Consiglio regionale dopo il rinvio del 25 settembre.


Le idee di Legambiente. Tracciare tutti i blocchi – Legambiente Carrara chiede «la massima vigilanza» affinché i principi della proposta di Giunta non siano «vanificati o indeboliti» e preme affinché siano adottati alcuni strumenti migliorativi. Fra questi si sottolineano «l’introduzione di forti misure di tutela dell’acquifero delle Apuane», «l’incentivo alla filiera locale del marmo» (ambedue ricompresi nella proposta di risoluzione firmata da Tortolini), «l’istituzione della tracciabilità di ogni blocco e di un osservatorio dei reali prezzi del marmo» e «l’introduzione della revoca della concessione nel caso di mancato rispetto degli obblighi previsti» dalla legge. Anche la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto) e il consigliere della Provincia di Massa Carrara Cesare Micheloni, entrambi esponenti del Movimento Identità Toscana, hanno salutato positivamente la proposta di risoluzione.

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