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Cave: ispettori e droni per tutelare i lavoratori e l’ambiente Ambiente, Cronaca

Firenze -Nuove assunzioni di personale, formazione ad hoc, l’uso di droni e foto satellitari su acque, rifiuti e aria. Saranno questi gli strumenti principali del “Progetto speciale cave”, promosso dalla Giunta regionale e messo in atto da Arpat.  La giunta regionale ha approvato la delibera che dà l’avvio a una nuova stagione di accertamenti e verifiche nei siti estrattivi delle Alpi Apuane.

Il nuovo progetto prevede che per due anni, dal 2017 al 2018 (periodo che potrà essere rinnovato), Arpat assuma 12 nuove figure che, adeguatamente formate allo scopo, si occuperanno dell’attività di verifica e controllo. Sarà inoltre acquistata strumentazione adeguata finalizzata a presidiare il territorio come droni e immagini satellitari.

Un investimento da 1 milione e 480mila euro (800mila per il 2017 e 600mila nel 2018) per controllare direttamente 120 cave (60 l’anno) delle 170 attive in produzione. I controlli, grazie alle metodiche innovative, potranno essere comunque estesi su tutta l’area estrattiva della provincia di Massa Carrara e nell’area a nord della Versilia, un territorio che conta 307 cave fra attive, dismesse o quiescenti. Il progetto dovrà integrarsi sia con il “Piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo nel distretto Apuo-Versiliese” sia con l’attività del Corpo Forestale dello Stato al fine di orientare verso obiettivi comuni l’azione dei vari soggetti preposti al controllo.

Presentando alla stampa i provvedimenti adottati dalla Giunta regionale per la tutela delle aree estrattive della Toscana, il presidente Enrico Rossi ha ricordato che sono due le azioni principali: mettere in sicurezza l’attività delle cave e tutelare l’ambiente.

“Il primo provvedimento attuato – ha spiegato Rossi – riguarda la salute dei lavoratori, l’altro la tutela dell’ambiente. D’intesa con la Procura della Repubblica, che ringrazio, abbiamo potenziato il numero degli ispettori per la sicurezza, con 12 nuove assunzioni, e definito un piano che consentirà il controllo di tutte le cave. E’ in corso l’elaborazione di linee guida che presto saranno pronte e verranno discusse con l’Unione industriali, perché è giusto che anche loro, che dovranno attuarle, siano coinvolti. Penso si tratti di un passo avanti importante”.

Una svolta analoga la Regione vuole imprimerla sulla tutela dell’ambiente: “Anche in questo caso – ha spiegato Rossi – abbiamo discusso con la Procura della Repubblica un piano che prevede l’assunzione di nuovi 12 ispettori, l’acquisto di mezzi nuovi per recarsi in cava ed anche quello di due droni che potranno vigilare dall’alto su due aspetti in particolare: gli sversamenti di idrocarburi e la marmettola, che minacciano il reticolo idraulico, la falda, innalzano il livello dei fiumi mettendo anche a rischio l’assetto idrogeologico”.

Per rendere più efficace la propria azione la Regione Toscana ha inoltre creato un gruppo di lavoro specifico, che raccoglie tutti gli assessorati coinvolti nella gestione delle cave (assessori all’ambiente, all’urbanistica, alle attività economiche e alla salute) e coordinato dal presidente stesso. Sarà una task force, che lavorerà in collaborazione con Arpat, Irpet e Asl, che coordinerà da un punto di vista politico e amministrativo le attività per raggiungere gli obiettivi di sicurezza e salute dei lavoratori, di miglioramento della gestione ambientale delle cave e della riduzione dell’inquinamento.

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