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CCF, si potrebbe profilare la bancarotta fraudolenta Cronaca

Affaire Credito Cooperativo Fiorentino, la richiesta dei pm che indagano sulla gestione della banca al tribunale potrebbe influire sull'accusa: se infatti il tribunale, il 24 maggio, accogliesse la richiesta  di dichiararne lo stato di insolvenza a partire dal 27 marzo 2012 (ovverossia quando si aprì la procedura di liquidazione coatta amministrativa) gli ex-vertici della banca, fra cui l'ex-presidente Denis Verdini, potrebbero ritrovarsi accusati di bancarotta fraudolenta.

L'udienza in questione verrà svolta il 24 maggio prossimo presso il tribunale civile di Firenze, sezione fallimentare. La vicenda ebbe inizio da un'ispezione della Banca d'Italia, che ravvisò "gravi irregolarità nell'amministrazione" della banca fiorentina e "gravi violazioni normative". Ciò portò Bankitalia a porporre all'allora Ministro del Tesoro Giulio Tremonti il commissariamento del CCF. Tremonti, il 27 luglio 2011, appose la sua firma al provvedimento. Intanto, alcuni giorni prima, Verdini, dopo aver occupato la poltrona di presidente per circa vent'anni, si era dimesso. Nel frattempo, un'altra indagine si interessava alla gestione dell'istituto di credito: la procura di Firenze infatti si stava occupando della cosa nell'ambito di un filone dell'inchiesta Grandi Eventi. Una pressione che spiegava anche sia il passo indietro del potentissimo coordinatore (a quel tempo) del Pdl Verdini, sia la stessa ispezione.

La chiusura delle indagini, avvenuta nell'ottobre 2011, vide 55 indagati, fra cui Verdini e i vertici del Credito Cooperativo Fiorentino. Accusati di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita. Nelle maglie delle indagini di trovò anche Marcello Dell'Utri, destinatario dell'avviso chiusura indagini per una presunta appropriazione indebita.

Fra gli ultimi sviluppi della vicenda, risale al 27 marzo scorso il decreto firmato da Mario Monti, attuale premier, che ha posto in liquidazione coatta amministrativa l'istituto di credito. A distanza di poche ore, un altro istituto toscano di credito cooperativo, ChiantiBanca, ha rilevato il CCF, acquisendone sia le attività che le passività.

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