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Siena, Ceccuzzi dimissionario, bagarre in consiglio Politica

Il consiglio comunale di Siena si trasforma quasi subito in un ring: volano parole grosse, l'intervento del sindaco dimissionario Ceccuzzi getta altro olio sul fuoco. Non risparmia i temini, il primo cittadino senese che parla di un "vile attacco" alla città e alle sue istituzioni. E i cittadini  presenti in sala, applaudono e rumoreggiano. Tanto che la seduta viene sospesa per riportare l'ordine. E' una giornata particolare per Siena. Si portano alla discussione antichi nodi cittadini, resi pubblici dall'aperta "sfida" concretizzatasi ad aprile con il rifiuto di otto consiglieri appartenenti alla maggioranza di dare voto positivo al bilancio presentato dalla Giunta. Su otto, sette appartenenti alla ex-Margherita. Proprio quella che era stata "penalizzata" dal rinnovo degli organismi apicali del Monte dei Paschi. Un episodio che ha continuato a invelenirsi fino alla sua deflagrazione politica.  

Con una nota scarna, diffusa poco prima della mezzanotte, il sindaco di Siena Franco Ceccuzzi ha annunciato le proprie dimissioni: "Dopo aver profuso, fino a pochi istanti fa, un impegno incessante alla ricerca della continuità del mandato amministrativo, con rammarico devo prendere atto che, all'interno del Consiglio Comunale, non esiste più la maggioranza uscita dal responso elettorale dodici mesi fa. Per questo ho deciso di consegnare al Segretario Generale del Comune di Siena le mie dimissioni da Sindaco, per rispetto istituzionale di fronte ai cittadini e all'intera città".

Ceccuzzi avrebbe dovuto presentare oggi il bilancio al consiglio comunale dopo che lo stesso bilancio era stato bocciato il 27 aprile scorso con il niet decisivo di 7 esponenti del Pd (di  cui 6 ex Margherita). Un no maturato dopo la scelta di Ceccuzzi sui nomi da indicare alla Fondazione per il nuovo cda del Monte dei Paschi.

Uno strappo insanabile che ha portato ora alle dimissioni e che apre di fatto le porte del commissariamento. Oltre ad un terremoto di proporzioni incalcolabili negli equilibri cittadini.


 

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