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Cedolare secca riconfermata, Grandi (Sunia) : “Rinforzata la prassi del canone concordato” Breaking news, Cronaca

Firenze-  La notizia è importante, e riguarda la famosa cedolare secca, ovvero il pagamento da parte dei proprietari  di un’aliquota del 10% per quanto riguarda l’imposta sostitutiva dell’Irpef e le relative addizionali, l’imposta di registro e quella di bollo per la tassazione diretta e indiretta del reddito, aliquota confermata dalla nuova legge di bilancio 2020. Per usufruirne, devono sussistere due requisiti, vale a dire che si tratti di locazioni stipulate secondo la formula del canone concordato, e che le unità immobiliari si trovino nei comuni ad alta densità abitativa. Inoltre, è stata confermata la vigenza della regola anche per i cosiddetti comuni calamitati, vale a dire quei comuni che che nei 5 anni precedenti l’entrata in vigore della legge, abbiano avuto il riconoscimento dello stato di emergenza dovuto a eventi calamitosi.

Un passo importante, che era stato in forse fino all’ultimo e che riguarda molto da vicino la Toscana e in particolare il territorio fiorentino. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, è bene ricordare che, in Toscana,  il 58,5% dei comuni è a rischio idrogeologico e tutti i 287 comuni toscani sono a rischio sismico, sebbene suddivisi per fasce di rischio.

“Un passaggio importante – lo definisce la segretaria regionale del Sunia Laura Grandi – in quanto non si tratta di mantenere un privilegio a favore dei proprietari, che vedono abbassarsi il peso del fisco sugli affitti, ma si inizia piuttosto ad instaurare la prassi di affittare a canale concordato, principio fondamentale in quanto il canale concordato prevede che i canoni siano fissati dagli accordi territoriali e dunque decisi dai sindacati”.

Insomma, la conferma della cedolare secca come premialità per chi adotta affitti a canone concordato in un comune ad alta densità abitativa come Firenze,  ha buone probabilità di arrecare effetti sul mercato degli affitti, rendendo più conveniente per i proprietari abbassare le pretese in vista di un miglior trattamento fiscale. Anche se l’esplosione degli affitti turistici brevi lascia poco spazio alla manovra, soprattutto in presenza, invece, di un campo ad oggi quasi totalmente brado o che si regge proprio sulle regole dei canoni traizionali, andando addirittura a configurare casi in cui il proprietario di immobili adibiti a affitti brevi può giungere ad approfittare della cedolare secca. Magari, come suggeriscono molti attori del mercato, spingendo proprio sul nero.

Tornando alla cedolare secca, e sottolineando che viene confermata anche per i comuni calamitati, è tuttavia caduta per gli immobili commerciali.  “Si trattava di  un vero e proprio paradosso – conclude Grandi – in quanto era stata prevista per i fondi senza legarli a un canone concordato. Una regola assurda, bene che sia stata cassata”.

Foto: Luca Grillandini

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