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Cenni, Pd: “In tanti domenica alla marcia per Suvignano” Dibattito politico

“La mobilitazione promossa dal Comune di Monteroni e che vede già l’adesione di tante sigle, sarà un momento importante e invito davvero ad intervenire tutti coloro che hanno a cuore il rispetto della legalità. Ho seguito assiduamente la vicenda di Suvignano negli anni. L’ho fatto nella mia veste di assessore regionale all'agricoltura, ho continuato da parlamentare, e il mio impegno non si fermerà certo di fronte alle novità di agosto. Ho potuto apprezzare la determinazione del sindaco Armini, e la convinzione con la quale Provincia e Regione hanno sostenuto un progetto di riutilizzo e di valorizzazione dell'azienda con finalità agricole, economiche e sociali. Tali passaggi sono sempre stati accompagnati da un confronto con le istituzioni nazionali con gli uffici deputati a decidere e con la politica (vorrei ricordare che lo stesso Enrico Letta figura tra i firmatari di una petizione del Pd che chiede di restituire Suvignano al territorio). Oggi, la decisione di porre all’asta la tenuta di Suvignano e' uno schiaffo a tutto questo lavoro, a un percorso approfondito e concordato, e determinerebbe la perdita di un’occasione concreta di sviluppo sociale, economico e occupazionale del territorio”. Con queste parole Susanna Cenni, deputata senese del Partito democratico interviene sulla decisione dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata di mettere all’asta la tenuta di Suvignano, bene confiscato alla mafia nel 2007. La parlamentare sarà alla manifestazione di domenica 8 settembre per chiedere di bloccare questa scelta e sta lavorando assieme al collega Luigi Dallai per produrre gli atti di controllo parlamentare e sensibilizzare la Presidenza del Consiglio sulla vicenda.

“Pochi anni fa, nel 2009 – continua Cenni – abbiamo già assistito al tentativo da parte dell’Agenzia del Demanio di vendere all’asta la tenuta di Suvignano, senza tenere conto del progetto avanzato in questi anni dagli enti locali insieme all'Arci. Il copione si sta ripetendo adesso, ma in ballo c’è, ancora una volta, non la semplice compravendita di un bene, ma la salvaguardia del principio di legalità che non riguarda solo i cittadini del nostro territorio. I beni confiscati alla mafia dovrebbero essere riutilizzati per scopi sociali ed educativi, non possiamo rischiare di farli cadere nuovamente nelle mani della criminalità organizzata. Il lavoro realizzato in questi anni dagli enti locali insieme all’Arci e a Libera ha un valore troppo significativo per essere lasciato in un angolo. Non possiamo mollare tutto adesso. Non possiamo farlo per rispetto dei tanti cittadini del territorio che hanno creduto in questo progetto e perché il principio della legalità è alla base di una democrazia che possa definirsi tale e deve essere salvaguardato in ogni modo possibile”.

“Domenica – conclude Cenni – sarò presente alla manifestazione organizzata dal Comune di Monteroni d’Arbia, dalla Provincia di Siena, dalla Regione Toscana, da Libera e dall’Arci. Mi unirò al corteo di cittadini che credono nel valore della legalità per dire no alla vendita all’asta della tenuta di Suvignano, un patrimonio troppo prezioso per essere svenduto con il rischio concreto, che tutti conosciamo, che tale bene possa tornare nelle mani sbagliate. Non ci fermeremo. Coinvolgeremo a livello parlamentare organi e persone che anche in passato si sono interessati della vicenda e chiederemo all’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alla mafia e ai Ministri competenti di tornare sulla decisione, valutando il progetto avanzato dagli enti locali”.

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