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Censimento, mezza apertura del Comune alle richieste dei lavoratori Cronaca

Si è tenuto oggi in Palazzo Vecchio il preannunciato incontro tra una ventina di lavoratori del censimento, il responsabile dell'ufficio statistica del comune di Firenze Riccardo Innocenti e l'assessore alle politiche del lavoro Stefania Saccardi.  " In base ai dati che abbiamo oggi a disposizione, ai lavoratori del censimento spetterà una media al lordo delle tasse di circa 1088 euro a testa per 317 rilevatori", ha affermato Innocenti . Per loro il lavoro è iniziato il 21 dicembre e non è ancora concluso. Firenze è infatti tra le città più inadempienti a livello nazionale con una media al 29 febbraio dell 87,1% di questionari restituiti. "Non è ancora possibile invece stabilire una media di compenso per l'attività dei 60 coordinatori" ha concluso il responsabile dell’ufficio statistica.
Quello che è certo è che ancora nessuno ha ricevuto per queste attività nessuna forma di retribuzione.

La retribuzione del lavoro secondo il contratto è "a cottimo" e prevede un fisso di 400 euro al completamento della zona assegnata e una parte variabile ( 5 euro per un questionario ritirato a mano, 2,5 per le altre modalità di consegna) tutti gli importi sono al lordo delle tasse. Il pagamento è previsto al completamento del censimento ed è subordinato al versamento dei contributi Istat la cui ultima tranche arriverà nel 2013.
Le richieste dei lavoratori sono una maggiore retribuzione, che vista la mole di lavoro svolto si è rivelata irrisoria, la revisione della forma contrattuale scelta dall'amministrazione comunale, ed un pagamento in tempi più rapidi.
Sulla esiguità dei compensi sia i lavoratori che i rappresentanti delle istituzioni si sono trovati unanimemente d'accordo.

"Il comune di Firenze non è una spa che deve guadagnare alle spalle dei lavoratori –  ha affermato l'assessore Saccardi – per noi il lavoro è il valore più importante. Siamo quindi disponibili sia a versare immediatamente un'acconto per coprire il lavoro già effettuato che a redistribuire la differenza tra l'importo che l'Istat verserà al comune come contributo variabile e le spese effettivamente sostenute. Se così fosse la revisione dovrebbe prevedere un raddoppio dei compensi visto che le stime dei costi per il lavoro attualmente ammontano a circa la metà, fanno notare i rappresentanti dei lavoratori.
Nessuna apertura invece sulla richiesta di revisione del contratto per trasformarlo in una forma meno precaria della prestazione d'opera, come ad esempio il tempo determinato.
"Il contratto è stato legittimamente firmato dai lavoratori che erano liberi di non farlo se le condizioni non erano di loro gradimento" ha affermato ancora l'assessore Saccardi che ha poi concluso "Se qualcuno ritiene che il contratto che ha firmato non sia legittimo che si rivolga alle sedi competenti per far valerte i propri diritti".

 


 

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