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“Cento luoghi”: una serata di confronto, talvolta anche acceso Cronaca

Bagno di folla per i “Cento luoghi” fiorentini. Molte delle 100 assemblee cittadine ideate per progettare la nuova Firenze erano strapiene. In piazza San Firenze sono finiti anche i posti a sedere, mentre al Palagiustizia di Novoli circa 500 persone hanno preso parte alla visita guidata della struttura che ospiterà il nuovo anno giudiziario. «Un grande evento per cambiare la città confrontandosi con i cittadini», così il sindaco di Firenze,  Matteo Renzi, ha definito la seconda edizione dei “Cento luoghi” prima di spostarsi nell’assemblea del nuovo teatro del Maggio Musicale fiorentino, dove era presente anche la sovrintendente Francesca Colombo. In ognuna delle assemblee, che hanno iniziato i loro lavori alle 21.00, era presente un rappresentante dell’amministrazione per illustrare i progetti del Comune di Firenze per la città che verrà. A San Lorenzo, ad esempio, ad illustrare il progetto di riqualificazione del mercato alle circa 150 persone accorse c’era il vicesindaco Dario Nardella, mentre al Forte Belvedere era presente l’assessore alla Cultura, Giuliano da Empoli. Nell’assemblea di via Faenza si è discusso, invece, del sistema ospedaliero cittadino ed in piazza Adua delle nuove linee della tramvia. Se in ciascuna di queste assemblee sono intervenute circa una ventina di persone, molti di più sono stati i partecipanti di piazza Sant’Ambrogio, piazza dei Ciompi e Porta al Prato. A Pontignale, invece, l’assessore Massimo Mattei è stato contestato da circa 60 persone perché, per ammissione dello stesso assessore, il Comune non ha mantenuto le promesse dello scorso anno. Anche al Meccanotessile, in piazza Santo Spirito ed alla Manifattura Tabacchi ci sono state delle contestazioni e delle rimostranze da parte dei cittadini nei confronti del Comune. Intorno alle 22.30 Renzi è arrivato, infine, alla Mercafir, dove ha presentato il piano per la riqualificazione dell’area, compreso il progetto per il nuovo stadio. Anche qui qualcuno ha protestato, ricordando che le priorità, in questa zona, non sono la costruzione di uno stadio o di un parco, quanto il degrado e la prostituzione.

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