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Centri per l’impiego alle Regioni: il ministro Poletti dice sì Economia

Firenze – La Toscana non abbassa la guardia nella sua battaglia contro l’idea di accentrare tutti i servizi dell’impiego regionali in una Agenzia nazionale prevista dalla riforma costituzionale. In occasione della è presentazione dei programmi operativi regionali per il Fondo Sociale Europeo e approfittando della presenza del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, prima l’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini e poi direttamente il governatore Enrico Rossi hanno attaccato direttamente il progetto del Governo. Insomma Firenze si batterà fino all’ultimo perché i Centri per l’impiego vadano alle Regioni, almeno a quelle virtuose e pronte.

Prendendo per primo la parola al palazzo dei Congressi di Firenze, Simoncini l’aveva presa alla larga. La regione utilizzerà le risorse europee anche per mettere a regime il nuovo assetto istituzionale, che ha definito un po’ confuso per quanto riguarda quelle che venivano gestite dalle vecchie Province, ma che ne sarà dei centri per l’impiego? Passare ad un’unica agenzia nazionale non sarebbe la soluzione migliore “perché i mercati del lavoro non sono gli stessi dalla Lombardia alla Sicilia” e perché  servizi all’impresa e la formazione “non si possono slegare dalle politiche per il lavoro”, cosa che invece sembrerebbe prevedere la nuova Costituzione che entrerà in vigore nel 2018 e che affida le prime due alle Regioni e l’ultima allo Stato. La Toscana propone invece “un’agenzia nazionale, con poteri anche sostitutivi, e tante agenzie regionali quante sono le Regioni, ciascuna con i dipendenti che erano delle Province”.

Di fronte alla sollecitazione di Rossi che ha ricordato a Poletti che i centri per l’impiego pubblici in Toscana gestiscono il 20 per cento di tutte le pratiche, contro il 4 per cento di media di altre regioni, Poletti alla fine ha detto di sì, precisando però che questa è la sua opinione:  “Quando ci sarà una nuova Costituzione faremo quello che dovremo fare”.

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