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Centro di rottamazione del Ferrale, un nome un destino Società

Firenze – Venti emendamenti dell’opposizione di destra e sinistra nella seduta del consiglio comunale di Firenze del 28 febbraio scorso, un esposto dei comitati cittadini al Tar, osservazioni contrarie, proteste dei residenti, tutto inutile.
Non solo: la complicata vicenda che riguarda la realizzazione, da parte della società Ecofirenze srl, del centro di rottamazione del Ferrale avversato dai Comitati Cittadini e dai residenti della zona, si arricchisce di un nuovo piccolo giallo. Con tanto di accredito per i protagonisti di una vera e propria capacità divinatoria sulle sorti riservate a quei 4 ettari immersi (un tempo!) in uno degli ultimi scampoli di zona agricola della periferia cittadina.

La  spia delle doti divinatorie sta davanti agli occhi di tutti: nell’incipit della delibera comunale di approvazione del Piano Unitario Convenzionato (Puc) più relativa Convenzione  per la realizzazione del Centro di rottamazione del Ferrale.
La deliberazione adottata il 28 febbraio scorso dal consiglio comunale reca al primo capoverso questa dicitura: “in data 21.8.2003, la Società Ecofirenze srl richiedeva alla Direzione rifiuti e bonifica dei siti inquinati della Provincia di Firenze l’autorizzazione a realizzare  – su un’area di sua proprietà ubicata nel Comune di Firenze, in località denominata  Il Ferrale  – il progetto di  un centro unitario di raccolta e riciclaggio di autoveicoli a fine vita, e a tale scopo attivava presso la Provincia stessa il necessario procedimento di valutazione di impatto ambientale”.
In realtà, l’area in questione, nell’anno riportato dalla delibera, non era ancora in proprietà della società Ecofirenze. La stessa infatti ne acquisiva la proprietà solo nel 2005, a seguito di un preliminare di compravendita che vedeva il proprietario, Hanna srl, una società il cui unico socio era Cepa spa, del gruppo Spagnoli, promettere in vendita l’area stessa a Ecofirenze per il prezzo di 2milioni 990mila euro. Nel preliminare l’efficacia dell’atto, nonostante il prezzo fosse interamente pagato, veniva sospesa alla condizione che si perfezionasse l’iter autorizzativo in corso con la conseguenza del rilascio dell’autorizzazione al progetto per la “Realizzazione di un centro unitario di raccolta e riciclaggio autoveicoli a fine vita” nel Comune di Firenze in loc. il Ferrale”.

In realtà, data al 2000 il primo passaggio di proprietà: Riccardo Checcucci Lisi il 31 maggio di quell’anno conferisce alla società Hanna srl la proprietà della propria azienda agricola sita in località Il Ferrale.
Due anni dopo, esattamente nel 2002, lo studio dell’architetto Achille Michelizzi fornisce un primo progetto che riguarda la costruzione del Centro di Rottamazione nell’area di Ugnano. Committenti: Cepa spa (socio unico di Hanna srl, del gruppo Spagnoli, per ora sola proprietaria dell’area “Ferrale”) e Ecofirenze srl. Cosa è successo per indurre Cepa (vale a dire Hanna srl) e Ecofirenze a pensare che in quell’angolo di campagna fiorentina possa “un giorno” essere costruito un centro di rottamazione nonostante i vari vincoli che la tutelano?
La domanda rimane senza risposta, però nel 19 giugno 2003, in seguito alla proposta avanzata dalla società Ecofirenze al Comune per la realizzazione di un  impianto industriale per i veicoli a fine ciclo, il sindaco di Firenze si attiva e invia una lettera alla giunta Regionale Toscana con la proposta di avviare il programma di Accordo di Pianificazione per la realizzazione di un Centro unico di rottamazione. A questo punto del percorso, non appare ancora in maniera specifica la volontà di realizzare il Centro nell’area del Ferrale.
E’ solo il 19 marzo 2004 che il consorzio Ecofirenze presenta alla Provincia di Firenze la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale (in ottemperanza alla legge regionale n. 79/98) sul “Progetto per la realizzazione di un centro unitario ed integrato di raccolta e riciclaggio degli autoveicoli a fine vita e rottami metallici” da realizzare sull’area in località il Ferrale un tempo occupata dal lago. Il progetto, molto simile a quello realizzato nel 2002 dallo studio Michelizzi, è ora firmato Quadra srl. Il progettista è l’architetto Riccardo Bartaloni, co-progettista Achille Michelizzi.

Nelle mani di Quadra e di Bartaloni il progetto comincia a correre.
Il 20 aprile 2004, con l’adozione del Piano Strutturale, per la prima volta l’area in questione viene indicata ufficialmente come area di trasformazione destinata a Centro di rottamazione, nonostante insorga conflitto con quanto previsto dal piano territoriale di coordinamento (PTC).
La valutazione di impatto ambientale procede attraverso la Conferenza di servizi che comprende
la Soprintendenza dei beni ambientali e architettonici e quella dei beni archeologici, il Consorzio di Bonifica Colline del Chianti, l’ASL di Firenze, la Direzione Tutela Ambientale della Provincia di Firenze, l’Ufficio Regionale per la Tutela del Territorio, la Direzione viabilità della Provincia di Firenze, la Direzione difesa del Suolo della Provincia di Firenze, la Direzione Gestione Rifiuti e Bonifica dei siti inquinati della Provincia di Firenze, l’Autorità di Bacino del Fiume Arno, l’ARPAT Dipartimento Provinciale, la Direzione Urbanistica.
Il 30 maggio 2005 la conferenza dà parere positivo al progetto di Ecofirenze, subordinandolo ovviamente alla modifica degli strumenti urbanistici.
Ed ecco che avviene il passaggio di proprietà fra Hanna srl e Ecofirenze: il 28 luglio 2005 si compie il preliminare di compravendita.
Saltando le tortuose vicende che continuarono a protrarsi negli anni (che comprendono richieste di varianti in corso d’opera, nuove conferenze di servizi, nuovi Puc), si arriva all’indagine “Mani sulla città” che porta al rinvio a giudizio di buona parte dello “staff”di  Quadra  (fra cui l’architetto Bartaloni e l’ex-capogruppo PD in consiglio comunale Alberto Formigli) provocando il sequestro (anche) dei documenti che riguardano il Ferrale.
Ma l’opera intanto procede.

Di fatto, ora il Centro Rottamazione è realizzato: circa 40mila metri quadri di insediamento industriale in un’area di pregio agricolo, cui la delibera comunale C/00005 del 28 febbraio scorso ha concesso il via libera all’inizio di attività.
Le opere di urbanizzazione di mitigazione dell’impatto ambientale (costituzione del parco e nuova viabilità) non sono state ancora iniziate. Eppure, dovevano essere, come specificato precedentemente dal Comune stesso, obbligatorie.
Nel frattempo, il traffico dei camion che porteranno il materiale da rottamare (auto e materiali ferrosi classificati anche pericolosi) sarà regolato, nelle strette strade di campagna, da sensi alternati da semafori e nel tratto tra via Gamberini e via Minervini, a vista.
Occorre senza dubbio congratularsi per la lungimiranza dimostrate da Cepa e Ecofirenze che, nell’ormai lontano 2002, in tempi in cui il Ferrale sembrava giacere in una bucolica atmosfera agraria, avevano già commissionato un progetto per la realizzazione del Centro di Rottamazione a Ugnano. Senza nessuna sicurezza di potere un giorno vedere infranti i vincoli di tutela dell’area, ma dando prova di sicura lungimiranza, come può constatare chiunque si trovi a passare oggi dalle parti del Ferrale.

Stefania Valbonesi

 

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