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Centro Lombricoltura Toscano, quando l’idea ha le gambe lunghe Ambiente

Quando le idee hanno le gambe… lunghe. Tre giovani, Paolo Burba, Marco Calcaprina, Giulia Carpi, si sono messi insieme per concretizzare una loro intuizione e, alla fine, hanno creato un’azienda. Si tratta del Centro Lombricoltura Toscano, nato meno di un anno fa, che produce eco-concime tramite la tecnica della lombricoltura. La neonata attività si trova ad Orzignano (San Giuliano Terme) ed ha già all’attivo il Premio Coldiretti (Oscar Green) consegnato il 18 settembre scorso all’Expo Rurale Toscana 2014.

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La Coldiretti di Pisa ha premiato con l’Oscar Green il vostro eco-concime. Com’è partita questa idea così originale?
“L’idea è partita da una riflessione condivisa sul fatto che il riciclo dei rifiuti organici sia ancora molto problematico, caratterizzato da forti criticità organizzative e dalla produzione di un compost spesso di qualità scadente, per questo difficilmente utilizzabile in agricoltura. La tecnica della lombricoltura può rappresentare una valida alternativa da affiancare ai sistemi attuali, soprattutto per alcune tipologie di rifiuti organici e in alcuni contesti territoriali, e presenta una serie di esternalità positive a livello ambientale e sociale”.

Come ottenete l’eco-concime?
“L’humus di lombrico, detto anche vermicompost, è ottenuto attraverso la degradazione di residui organici operata da lombrichi. Il nostro impianto è costituito da lettiere a cielo aperto che ospitano lombrichi della specie Eisenia fetida ed Eisenia andrei, anche conosciuti come lombrico rosso californiano. Queste specie sono state selezionate come le più adatte al processo di vermicompostaggio grazie alla loro prolificità, voracità e metabolismo ben adattato in un range di temperature ampio.Le tipologie di materiale organico che utilizziamo sono di provenienza agricola: letame bovino ed equino, sfalci, potature trinciate, residui di lavorazione di prodotti agricoli”.

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A chi vi rivolgete per venderlo?
“I nostri potenziali clienti appartengono a diverse categorie. Ci rivolgiamo sia ai privati, che possono utilizzare con grande vantaggio il nostro humus di lombrico nel giardino e nell’orto, sia alle aziende agricole che svolgono attività di vivaismo e produzioni di pieno campo, in particolare nei settori di orticoltura, frutticoltura e viticoltura. Il nostro prodotto è registrato presso il MIPAAF per l’utilizzo in agricoltura biologica, benché possa essere ovviamente utilizzato anche all’interno di altri sistemi di produzione”.

Dopo l’eco-concime che cosa vi inventerete?
“La lombricoltura offre numerose possibilità, che stiamo già sperimentando in parte e che sicuramente continueremo ad esplorare nel corso del tempo. Esiste un forte interesse verso i lombrichi stessi, da destinare agli scopi più diversi: lettiere casalinghe per sostituire la tradizionale compostiera, alimentazione di uccellini o rettili da compagnia, utilizzo in agricoltura sinergica o come esche da pesca. Offriamo già consulenza e forniture per soddisfare le specifiche esigenze di chi ci contatta.
Stiamo attivando progetti di ricerca agro-ambientale per studiare la possibilità di smaltire particolari classi di rifiuti organici con la tecnica della lombricoltura ed impieghi innovativi dell’humus di lombrico in campo agronomico. Ci interessa anche aprire tavoli di confronto con amministrazioni comunali interessate alla sperimentazione dell’utilizzo della tecnica della lombricoltura per il riciclo degli scarti organici derivanti dalla gestione verde urbano oppure della frazione organica dei rifiuti solidi urbani”.

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C’è una rispondenza tra la vostra filosofia di vita e la vostra attività lavorativa? Se si, potreste raccontarmela brevemente?
“La coerenza del proprio stile di vita con i propri principi e valori è un obiettivo assai impegnativo per tutti. Il nostro intento è quello di rendere concreti, anche nel lavoro, obiettivi di sostenibilità e rispetto per l’ambiente e per le persone. E’ una vera e propria impresa, come sanno bene tutti coloro che ci hanno provato nei campi più disparati, ma del resto è proprio quello che abbiamo scelto di fare e va bene così”.

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