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Centro storico e nuovi ristoranti, prorogato di 3 anni il blocco Breaking news, Cronaca

Firenze – E’ stata approvata ieri dal Consiglio comunale la delibera dell’assessore al commercio Federico Gianassi contenente le modifiche al Regolamento “Misure per la tutela e per il decoro del patrimonio culturale del Centro Storico”. Dopo l’intesa tra Comune e Sovrintendenza e l’intesa tra Comune e Regione Toscana, adesso il via libera del Consiglio Comunale alla modifica che permette il rinnovo per altri 3 anni del blocco alle aperture di nuovi esercizi alimentari e di somministrazione in centro storico. Nella delibera sono contenute anche importanti aperture in tema di ampliamenti: se per gli Esercizi storici tale possibilità è sempre ammessa, è infatti consentito a tutte le attività di somministrazione e di vendita di generi alimentari ampliare la propria superficie di vendita  riorganizzando in locali adiacenti all’esercizio preesistente le funzioni di servizio dell’attività (magazzini, depositi, cucina, spogliatoi, laboratori, uffici, servizi igienici) e garantendo così una maggiore capacità di accoglienza nel rispetto delle norme di sicurezza e di distanziamento sociale.

Nel regolamento approvato ieri è stata anche aggiunta la prescrizione di tutela specifica per strade la cui vocazione commerciale “storica”: sono quindi ritenute da consolidare e proteggere e inserite accanto al Ponte Vecchio, via Tornabuoni, via Maggio, via dei Fossi e Lungarno Corsini anche le omogenee piazza Santa Trìnita, Piazza Antinori e piazza Frescobaldi.

“Questo vincolo era nato tre anni fa in una fase di forte crescita delle attività di ristorazione – ha detto Gianassi – e rappresentava un freno ad uno sviluppo incontrollato. Abbiamo deciso, seppur con motivazioni molto diverse di rinnovarlo per altri tre anni. Oggi infatti nel contesto opposto di grandissima crisi il blocco può rappresentare, insieme a tanti altri strumenti, un tassello per la ripartenza che consente di tutelare e difendere artigiani e commercianti di generi diversi e non sottoporre le attività di ristorazione a forme di concorrenza al ribasso”.

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