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Centrodestra e centrosinistra, dopo la maggioranza liquida ecco le alleanze di gomma Breaking news, Politica

Firenze – Il quadro che emerge dall’esito delle amministrative e suppletive in Toscana più che dare soluzioni per un modello futuro vincente, apre una serie di quesiti per niente di facile soluzione, indipendentemente dagli schieramenti. Sul tavolo si pone senz’altro il tema delle alleanze, che, come ha detto a botta calda nell’entusiasmo della vittoria, il segretario del Pd Enrico Letta, trionfando a Siena (in mano al centrodestra dopo il pasticcio del Monte e le ben note vicende), sono senz’altro imprescindibili, per vincere. Allargamento delle alleanze dal Pd, vale a dire logica inclusiva  che come qualcuno ha ben commentato, segna la fine del partito a  vocazione solitaria che si era prefigurato in questi anni. Messo questo sul tavolo, il problema a questo punto è: allearsi, bene, ma con chi?

Ovvio che il primo pensiero corre al M5S. Per Letta (si sta parlando di suppletive) la congiunzione è stata senz’altro positiva, dal momento che il segretario del Pd mette ben 10 punti fra se’ e il suo diretto competitor, Tommaso Marocchesi (cdx). Vero che il voto al segretario dem arriva in gran parte dalla provincia mentre a Siena, pur essendo sempre maggioritario, il distacco è molto meno netto;  tuttavia, senz’altro il risultato parrebbe indicare il M5S come interlocutore privilegiato. Anche se a fenare i facili entusiasmi ci pensa la segretaria toscana Simona Bonafè, che ricompare giusto giusto per avvertire che bene l’allargamento delle alleanze, ma ogni caso è a se’, e non si può pensare che la vittoria del segretario nazionale sia indicazione univoca per il futuro.

Duque, alleanze mirate al territorio, scegliendo via via i compagni di strada? Potrebbe essere questa la via, in particolare tenendo d’occhio il caso Sesto Fiorentino, dove è l’alleanza con Sinistra Italiana a dare la stura alla valanga Falchi, attribuendo al sindaco uscente e subito rientrante un oltre 70% di voti che fa venire in mente vecchie maggioranze bulgare. E nonostante qualcuno sottolinei che il risultato ottenuto da un politico navigato e renzianissimo come Gabriele Toccafondi (6,47) dia la sensazione che Italia Viva la sua fetta se la prenda, è proprio il risultato del 6 e mezzo a far ritenere che oltre non ci sia spazio per la creatura moderata, centrista e pronta alla politica dei due forni di Matteo Renzi. Si procura un posto fra riformisti di centro e di destra, dando patria trasversale a un gruppo eterogeneo di provenienza ma molto omogeneo d’intenti, che tira la partita a fare ciò che Iv fa a Roma, ovvero l’ago della bilancia. Interessante ruolo, nel caso specifico, quando si tornerà a parlare di aeroporto.

Mistero delle sacre alleanze, nell’area del centrosinistra: se per Letta il gruppo con M5S vince, ecco invece che si rivela inutile ad esempio a Montevarchi, dove il gruppone che sostiene Luca Canonici comprende l’arco che va dalla Sinistra ai verdi alle liste civiche ai M5S stretti intorno al Pd. Chiassai sparecchia col 59 e passa e saluta. Interessante, sempre in provincia di Arezzo, il caso di Sansepolcro, dove una destra che si presenta divisa porta la sindacatura al ballottaggio. Insanabile frattura fra FdI e Lega, con due candidati diversi e opposti, ed ecco che il candidato del centrosnistra, Andrea Laurenzi, arriva al ballottaggio. Oppure, il caso di Orbetello, dove stravince il sindaco uscente di centrodestra Andrea Casamenti, che coglie il frutto di defaillances incredibili da parte del Pd (escluso dalle votaizoni per vizio di forma della scheda) e del suo tentennare, nonostante il tentativo del segretario Letta negli ultimi giorni “Cosa vota il Pd, se non la sinistra?”… ) , circa le indicazioni di voto a Paola della Santina, esponente dell’area della sinistra a sinistra del Pd. Che, naturalmente non entra neppure in partita. Oppure, altra narrazione politica degna di riguardo, il caso del Comune di San Vincenzo, con una giunta targata Pd messa sotto indagine da un’inchiesta legata al cemento, che vede i voti dei cittadini convergere un po’ a sorpresa sul candiato semisconosciuto Paolo Riccucci, della lista civica Officina 2021 San Vincenzo, vicenda politicamente degna di nota perché sfata la facile profezia che lì dove il centrosinistra cade sulle toghe, trionfi il centrodestra. non è così e non lo è, diciamolo per correttezza, neppure al contrario.

Nel centrodestra, che anzi, ha addirittura consolidato la platea (come fa notare il commissario della Lega Mario Lolini, “abbiamo quasi raddoppiato i voti a Grosseto rispetto al 2016”, crescendo nel fiorentino e tenendo in Lucchesia) il vero problema non saranno le alleanze, ma la loro tenuta. Il caso Sansepolcro insegna: una frattura fra FdI e Lega (nonché FI, dove sopravvive) dà ossigeno al centrosinistra. A patto che capisca cosa vuol fare da grande. Mentre l’avanzata di Fratelli d’Italia anche in Toscana immette nel meccanismo una rivalità più o meno sotterranea che riguarda la leadership.

Foto: il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna al voto

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