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Centrodestra in Toscana si moltiplica Politica

Chi cerca un centro(destra) di gravità permanente per il momento se lo può scordare. L’esplosione della supernova PDL ha creato un bel polverone in Regione, dove tra falchi e colombe ha trovato posto anche un nuovo genere di pennuti, al momento in cerca di un nome da pescare nella famiglia dei columbidi. Già, perché pende comunque verso lo scissionista Alfano il gruppo “Più Toscana – Nuovo Centrodestra”(PT-Ncd), capitanato da Antonio Gambetta Vianna, nato a poche ore dalla resurrezione di Forza Italia e ad oggi confluito nel più corposo “Popolo della Libertà – Nuovo Centrodestra” (Pdl-Ncd), vera testa della creatura bicefala toscana alternativa ai fedelissimi di Silvio. Sono affini, fratelli, quasi gemelli si direbbe, considerato il breve stacco di tempo in cui hanno visto la luce. Per vederci chiaro può essere utile cambiare per un attimo i nomi alle cose e, lasciando a parte il monolite neo-Forza Italia, chiamare “schieramento” il Pdl-Ncd e “gruppo” il nuovo PT-Ncd che vi si è accomodato. Gambetta Vianna tranquillizza: “Stiamo assistendo a un’interessante stagione dove individualmente uomini che vivono la passione politica decidono di aderire al progetto del Nuovo Centrodestra. La situazione può sembrare confusa, ma è invece espressione di ricchezza e vivacità”. Sarà, ma non è chiaro dove poggi la differenza d’intenti rispetto al nuovo Pdl– Ncd, guidato da Alberto Magnolfi (capogruppo), Roberto Benedetti (vicepresidente del Consiglio Regionale), Marco Taradash e Andrea Agresti. Non è chiarissima neanche la linea di quest’ultimo gruppo che, ha dichiarato Magnolfi, “continuerà a riconoscersi nella leadership di Berlusconi”, ma da cui prende le distanze  “perché i problemi del paese e della crisi non consentono di anteporre fatti personali ai destini dell’Italia”. Più netto, tutto sommato, il Pt-Ncd: “Il nuovo partito di Alfano rappresenta l’unica vera novità del panorama nazionale”.

Quanti sono, allora, i nidi sul tetto (lato destro) di Palazzo Panciatichi? Due? Tre? E chi è il rappresentante ufficiale del Nuovo Centrodestra? E poi: la separazione pare consensuale, ma a chi andranno i figli/collaboratori e in che misura? Non a torto Stefania Fuscagni, portavoce dell'opposizione, parla di confusione e solleva dubbi più che legittimi: perché non far confluire sotto un unico tetto i seguaci di Alfano, magari nominando Gambetta Vianna (che per primo ha cavalcato l'onda del delfino del Cavaliere) capogruppo? Per Magnolfi, che per il momento non dà risposte in merito, non se ne parla nemmeno, ma prima o poi uccellacci e uccellini dovranno fare i conti con l'aggregazione delle altre forze del centrodestra toscano. Amministrative e Europee non sono poi così lontane, del resto, e non è escluso presentarvisi a braccetto, ma per il momento ogni previsione sulle possibili alleanze pare prematura.

Prematuro anche dire chi e come tirerà la corda di Fratelli d'Italia e Udc. Di certo, insomma, c'è solo l'effetto dello scisma, che ha ridisegnato la geografia di destra del Pegaso delineando quattro formazioni: Forza Italia (guidata dal viareggino Giovanni Santini), l'Ncd bicefalo e Fratelli d'Italia. Arriva così a dieci il numero di gruppi consiliari, dove tra fuoriusciti e "nuove realtà" il Partito Democratico è l'unico ad avere ancora tra le proprie fila i 24 consiglieri usciti dalle elezioni del 2010. Numero più numero meno, il PD la fa da leone anche a Palazzo Vecchio, dove invece l'esplosione della supernova PDL ha aggiunto pulviscolo a pulviscolo. Divorzi e emorragie hanno già abbondantemente minato il centrodestra fiorentino che, uscito con 14 consiglieri pidiellini (più Galli candidato sindaco) alle amministrative del 2009, oggi si trova davanti a una rifondata Forza Italia fatta da Marco Stella, Iacopo Cellai e Mario Tenerani. In tre anni la diaspora azzurra ha visto redistribuire le sue forze tra Fratelli d'Italia, Fli e Udc, ma anche funambolici salti dello steccato, come quello di Massimo Pieri (ex Pdl ed ex Udc), ora sostenitore del sindaco con Noi con Matteo Renzi. La deposizione ufficiale del Pdl ha visto salire a dodici il numero delle perdite, con Emanuele Roselli e Gabriele Toccafondi confluiti nel gruppo Misto-NuovoCentroDestra e la situazione, in vista dell'appuntamento con il voto di primavera, non promette alleanze. Sono già due, nelle intenzioni più o meno ufficiali, i candidati sindaco (Totaro con la lista civica Alleanza per Firenze e Stella per Forza Italia) e il numero salirà di sicuro. Anche in questo caso una coalizione sarà l'unica alternativa all'involuzione e forse l'unica speranza di conquistare un ballottaggio. 

Dal canto suo il PD regge. È plausibile, però, che il risultato delle primarie del prossimo 8 dicembre ne minacci il primato di coesione e integrità e che il "cambiar musica" paventato dal Renzi-sindaco si ripercuota in scissione tra fedelissimi della vecchia linea e seguaci del Renzi-segretario. Già ci sono avvisaglie di bufera: il renziano Nicola Danti non ha usato giri di parole per mandare a dire al governatore Rossi che "se vorrà restare al suo posto nella prossima legislatura, dovrà fare le primarie". Niente paura, comunque. Il multipartitismo è una recidiva cronica dell'Italia e a lungo andare ci si affeziona anche agli acciacchi.

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