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Spini, regole primarie spazzano via i senza partito Politica

Una bella possibilità sulla carta. Una bella delusione, una volta svelate le modalità. Potrebbe essere questa, la sintesi dello stato d'animo di molti che nelle primarie del centrosinistra, o meglio nella possibilità di avere candidature espressioni di aree di pensiero o culturali, avevano creduto.  Come ad esempio Valdo Spini, che proprio su Stamp qualche giorno fa, aveva risposto ad alcune domande per chiarire lo spirito  di una sua eventuale (e ormai data per certa)  candidatura.

''Avevamo visto nelle primarie di coalizione del centro-sinistra la possibilità di un'apertura a forze, movimenti, cittadini non pregiudizialmente inquadrati nei partiti politici. Eravamo disposti a superare anche quella che per noi era una forte delusione politica, e cioè l'assenza nella Carta d'Intenti di qualsiasi citazione della parola socialismo e di qualsiasi riferimento diretto al Pse – Partito del Socialismo Europeo proprio per portare nelle primarie questa esigenza e questa richiesta". E' così che Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli e capogruppo della sua lista civica al consiglio comunale di Firenze, commenta le modalità della partecipazione alla lizza delle primarie.  "Ci troviamo però – spiega Spini – di fronte a regole, disponibili sul sito di Italia Bene Comune solo da oggi, cui ottemperare per partecipare alle primarie di coalizione da esterni al Pd, che risultano del tutto impraticabili. A parte altri adempimenti politici, si tratta di portare a Roma, entro le ore 20 del 25 ottobre, vale a dire entro otto giorni, 20.000 sottoscrizioni cartacee in originale, certificate da eletti dei vari livelli o dal segretario comunale competente. A parte il fatto che nel XXI secolo, esistono email certificate ed altri validi strumenti di posta elettronica – sostiene Spini – questo vorrebbe dire spedire per posta tali sottoscrizioni originali da varie parti d'Italia o portarli da Sondrio o da Pozzallo fisicamente a Roma entro quel termine. Cosa impossibile in così breve tempo per chi non ha alle spalle un apparato di partito''.

E non è una questione di numero di firme. ''Sia chiara una cosa: non contestiamo il principio delle ventimila firme – continua infatti Spini – è giusto che le candidature abbiano dietro un sostegno consistente, ma contestiamo nel modo più netto possibile delle modalità-capestro per la loro raccolta, di fatto non aperte alle realtà non partitiche. A questo punto – dichiara l'ex ministro – era più onesto dire che le primarie erano chiuse a candidati espressioni di aree culturali, come quella, nel nostro caso, rosselliana, o di liste civiche o comunque di realtà non organizzate con apparati professionali di funzionari o di eletti. Inutile dire che nella stesura di queste norme non siamo stati in nessun modo coinvolti, nonostante che, almeno nel mio caso personale, la candidatura fosse annunciata da tempo e fosse stata supportata da presentatori di assoluto rilievo. Ma il problema è in realtà generale.  In un momento di crisi della politica, occorrerebbe fare invece proprio il contrario: non rinchiudersi in ristrette trincee partitiche , ma aprirsi alla società civile" conclude l'esponente rosselliano.

 

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