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Centrosinistra: si gioca a Firenze la sfida lucchese, mentre Sel fa le prove di opposizione Politica

Densa serata tutta politica, quella di questa sera a Firenze. All’ombra della cupola del Brunelleschi si giocano grandi manovre della sinistra (o quasi sinistra) fiorentina. Da un lato, Sel riunisce il consesso regionale del partito per decidere del destino di Eros Cruccolini, consigliere comunale riottoso e sodale alla maggioranza tanto da emettere voti importanti su provvedimenti a cui il partito di cui è esponente è contrario (leggi astensione su privatizzazione Ataf); dall’altro il Pd riunito nei suoi massimi vertici (si vocifera anche di emissari di Bersani) dovrà dirimere l’inaspettata patata bollente lucchese, che vede l’entrata a gamba tesa di Stefano Baccelli (Pd), attuale presidente della Provincia di Lucca, sul candidato finora ufficiale e indiscusso del Pd Alessandro Tambellini per le prossime elezioni a sindaco. Questioni che, al di là dei protagonisti, hanno un filo comune: fare barricata a sinistra contro l’inesorabile tendenza del vecchio centro “democristiano” a riunirsi. Magari incassando l’ “aiuto” del centrodestra.

Analizzando la situazione di Sel, tutto sommato la partita appare chiara. Indipendentemente della permanenza o meno nel partito di Cruccolini, la svolta è stata già consumata nei fatti: con la mossa contro la privatizzazione di Ataf, e nonostante il voto del suo consigliere in assemblea comunale, di fatto Sinistra e Libertà considera chiusa l’esperienza maggioranza. Si porrà all’opposizione, con o senza Cruccolini. In ogni caso, un esponente rimane: Tommaso Grassi, che domani ufficializzerà anche nei fatti, con una conferenza stampa, il suo assorbimento in Sel. Questa sera forse Cruccolini  potrebbe sfruttare alcuni rapporti di antica data nel partito e non essere defenestrato: sta di fatto che la sua linea e quella di Sel sono ormai inconciliabili. Partendo dal dato che non vuole lasciare la maggioranza con la quale il suo partito ha ormai rotto.

Per quanto riguarda il Pd e la questione lucchese, i problemi sono più complessi. A partire dagli “sponsor” dell’operazione Baccelli-primarie, in primis quell’Andrea Marcucci che 5 anni fa fece fuoco e fiamme per sostenere il candidato, poi rivelatosi perdente, Andrea Tagliasacchi contro lo stesso Alessandro Tambellini, alle primarie. Ora, la situazione sembra complicarsi ancora di più per l’evidente “sgarbo” politico (e personale) che inevitabilmente la mossa assume: basti ricordare la presenza, solo qualche mese fa, di Baccelli all’inaugurazione del comitato elettorale di Tambellini.
In gioco, ancora un volta, la possibilità o meno per il centrosinistra di guadagnare la poltrona di sindaco. Possibilità che, se quasi certa andando unito alle elezioni, diventa improbabile marciando su due binari. Come dimostrò la vicenda scorsa, non basta una destra disastrata per guadagnare la poltrona di sindaco. Ma, dal momento che il buon senso è raramente praticato in politica, cosa deciderà il “gran consesso”? Presterà orecchio a chi ha dipinto a Roma il cattolicissimo Tambellini come un pericoloso estremista di sinistra, sceglierà delle primarie che rischierebbero di minare una vittoria già data quasi per certa, o farà quadrato attorno al suo primo candidato?
Riuscirà, insomma, la manovra fiorentina che ha visto il centrosinistra perdere a poco a poco la “sinistra” e diventare sempre più “centro” (destra) a essere riproposta anche nella Lucca dei grandi comitati d’affari?

 

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