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Super raccolto di grano. Per mais e girasole rischio dimezzamento Economia

Il presidente di Coldiretti Pisa: “Preoccupati per mais e girasole. Se non piove raccolto compromesso”. Doppia faccia, al momento, degli effetti della siccità dell'annata agraia 2011-2012.  Da un lato risultati più che positivi per grano (duro e tenero), avena ed orzo, con un aumento del 15%-20% di prodotto unito ad una qualità importante, che neanche gli agricoltori, per loro stessa ammissione, si aspettavano dopo un inverno senza piogge e freddo, poi tanta acqua e poi di nuovo il caldo. Dall'altro lato, informa la nota di Coldiretti di Pisa e Val di cecina, si potrebbe verificare un calo significativo per quantità e qualità del raccolto di mais, girasole, poichè sono ancora sotto la morsa della siccità e dell'aridità del suolo. Così come è ancora tutta da vedere per lenticchie e ceci, due tra le principali produzioni nella Val di Cecina.  Certo il dado non è tratto, ma ad oggi la situazione è chiara per mais,  girasole, e anche sorgo: se si avverano le previsioni di luglio, mese cruciale per la maturazione, le quali non mettono acqua, le loro produzioni potrebbero ridursi del 30%-40%. Le colture sono in pieno stress idrico per effetto del gran caldo nel mese di giugno che si è classificato al terzo posto tra i più caldi e al quarto posto tra i più siccitosi, accompagnato da temperature africane.
Nel Nord Italia il dato è già tratto per il mais, e il verdetto è definitivo: il mais è la coltura agricola più colpita, informa Coldiretti, con le piante appassite in decine di migliaia di ettari, che non potranno neanche essere raccolte.

Gli imprenditori agricoli delle aziende di Pisa e Val di Cecina restano fra la soddisfazione per la performance del grano, soprattutto quello da sementi forti, e l'incertezza per le altre colture.  “Mai vista una resa così da queste parti – racconta Marcello Cerone dell’azienda agricola Fratelli Cerone di Volterra con 1000 ettari divisi tra grano e principalmente avena – è stato un raccolto inaspettato”. Cerone si spiega l’incredibile performance del grano partendo dalla dura legge di selezione: “il grano ha sofferto sin dall’inizio, sin dalla semina. C’è stata una selezione naturale. C’è l’hanno fatta solo le semine più forti. E’ anche bello e omogeneo”. Anomala ed inaspettata è stata la resa nelle zone collinari di Volterra che ha toccato i 44 quintali per ettari contro una media storica di 35/36 quintali per ettaro. “Si tratta della resa massima storica che io ricordi – sottolinea – è stata una stagione stranissima”.
L’azienda agricola Sant’Ilda a Pomarance produce orzo, avena,grano e ceci rispettando “la filosofia biologica – spiega orgoglioso Luciano Coppetta, 53 anni – era anni che non si vedeva una stagione finalmente positiva e bella. I terreni hannoreso molto bene: la scelta biologica è stata ripagata”. Dei 100 ettari a raccolta di quest’anno, 70 sono stati destinati alla coltivazione dei ceci ma “in 10 giorni può cambiare tutto. Per ora i segnali sono positivi. Vediamo”.
Secondo Sauro Zagaglia dell’Azienda agricola Sauro e Stefano Zagalia, azienda in conversione bio, non sarà invece una stagione generosa per “ceci e lenticchie. La raccolta è iniziata e proseguirà in questi giorni. Non voglio sbilanciarmi ancora”. Sono invece andati molto bene il farro, il grano, l’orzo e l’avena. “Nonostante un inverno disgraziato il terreno ha mantenuto le condizioni ottimali – conclude Zagalia – il risultato è una resa generosa ed una qualità molto buona”.

Intanto nelle campagne del Nord Italia in questi giorni veri e popri nubifragi con vento e grandine, mietono "danni a macchia di leopardo", perchè si alternano ai danni per l'eccesso opposto, la siccità. E si contano i danni: una specie di tornado ha distrutto quasi 7 milioni di chili di mele Igp in Valtellina, radendo al suolo 30 mila metri quadrati di frutteti, distrutto il raccolto di decina di migliaia di ettari di mais. Danni anche al Sud: il pomodoro destinato alla trasformazione industriale per la produzione di passate, polpe e sughi ha avuto un crollo del 25% in media sulla produzione attesa, anche se la qualità resta buona. La mancanza di precipitazioni ha ridotto la produzione anche dell’erba medica, foraggio necessario per l’alimentazione degli animali nelle stalle e quella di altre coltivazioni come il girasole e le bietole, ma a soffrire sono anche le verdure e la frutta per effetto della cosiddetta evapotraspirazione (la perdita di acqua dal terreno e dalle piante) che con le temperature bollenti ha raggiunto livelli che si registrano normalmente a fine luglio/agosto.

Foto http://ru.bestpicturesof.com


 

 

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