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Cesare tranquillo, ti salva la Fico… Opinion leader

Ha portato a giocarsi la finale degli Europei 2012 una squadra priva di attaccanti, acciaccata e con il respiro affannato, e ancora una volta con la tranquillità minata da quel male oscuro che per l’italico pallone sembra così indistruttibile: il calcioscommesse. Cesare però, più forte del fiato corto di Antonio Cassano, più forte della gamba rotta (due volte…) di Giuseppe Rossi, più forte delle bizze di Mario Balotelli, più forte dei sospettati Mimmo Criscito e Leonardo Bonucci, più forte del rigore sbagliato da Riccardo Montolivo, e infine più forte anche della tabaccheria parmigiana tanto cara a Capitan Buffon, ha trascinato una strana Nazionale fino all’epilogo di un torneo talvolta più difficile di un Mondiale, contro la squadra più forte del Mondo. Lì, poi, ha raccattato 4 cazzotti che nemmeno il povero Ljajic da Don Delio, ma oggi non importa.

Era battibile questa Spagna? Siamo onesti, probabilmente no. Forse con dall’inizio Gattuso, Pasquale Bruno e Riccardo Ferri la furia rossa sarebbe stata più contenuta, ma a quel punto al nono del primo tempo gli azzurri sarebbero già stati in 8 contro 11 per le espulsioni, dunque alla fine va bene così. E poco importa se le 4 pippe rappresentano la più grossa debacle in finale per l’Italia, battendo lo storico 4 a 1 rifilatoci dal Brasile di Pelè nella finalissima del Mondiale messicano del ’70, quello di Italia-Germania 4 a 3 e della staffetta Mazzola/Rivera. Cesare Prandelli, aiutato dalla classe di un incredibile Pirlo e dalla professionalità, questo sì, di Gigi Buffon, ha compiuto un miracolo. Qualcosa da recriminare c’è? Beh, forse sì, limitandoci alla gestione della finale, e non di questioni pre-torneo come l’annosa “era meglio se portava un attaccante di ruolo, sì o no?”, perché se davanti ci fosse stato un Matri, un Pazzini, un Gilardino, o anche il miglior Gigi Riva, contro una squadra che attaccava in 10 e difendeva in 11 c’era ben poco da fare.

Tuttavia puntare su un Chiellini acciaccato esterno di difesa, quando in panchina langue un Balzaretti superbo fino a quel punto del torneo, è parso un azzardo. Pagato caro con una prematura sostituzione per infortunio. E a poco più di mezz’ora dalla fine, sotto di due reti, con in panchina un Diamanti e un Giovinco, perché Thiago Motta al posto di Montolivo che, per altro, era stato tra i migliori? E poi a prescindere dal giocatore entrante, come mai continuare a puntare su un Marchisio impalpabile? E Nocerino, il miglior centrocampista dell’anno in Italia, lasciato spesso ai margini? Scusa Cesare ma te l’avevamo detto, l’Italia tra le tante è un Paese di allenatori, quindi è normale che adesso tu sia esposto al fuoco dei “perché” e dei “ma”. Comunque stai tranquillo Cesare, l’Italia dimentica in fretta. Raffaella Fico ha giusto giusto rivelato di essere incinta di Balotelli, quindi l’Europeo già passa in secondo piano… E poi, scherzi a parte, le Olimpiadi, il calciomercato (e speriamo non ancora il calcioscommesse…), eeeeh, sai quanto gliene importa già all’Italia della sconfitta in finale! Però, Cesare, una cosa non si dimentica. Sul 2 a 0, con noi inermi, in 10, la Spagna ha continuato a giocare con il coltello tra i denti, onorando il nome di Furie Rosse. Sul 4 a 0, poi, siamo passati allo sbeffeggio, con Sergio Ramos, gran giocatore ma pur sempre un difensore, che cerca il pokerissimo con un colpo di tacco. Ecco, Cesare, questo non dimentichiamocelo: appena ci ricapita l’occasione tutto ciò gli va ricacciato in gola con gli interessi. Perché siamo italiani, e meglio di noi terroni d’Europa, l’onore e il rispetto non lo conosce nessuno.

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