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Cft, lavoratori inquieti: “Nuovo piano prevede tagli del personale” Breaking news, Cronaca

Firenze – Cosa succede alla storica Cooperativa CFT, fondata nel 1973 a Firenze e destinataria, nel 2019, di un piano di salvataggio che ad ora, complice la pandemia in corso, si può tranquillamente dichiarare fallito? La domanda è lecita per vari motivi. Intanto, perché il 7 febbraio, vale a dire fra pochi giorni, si riunirà l’assemblea dei soci per decidere sull’alleggerimento del personale amministrativo. Si parlerebbe addirittura di una trentina di persone. Poi, per capire, per quanto possibile, come mai il famoso piano di salvataggio si è rivelato inutile. Fra il personale impiegatizio, il malessere è emerso a seguito di contatti con la dirigenza, in cui è stato offerto l’esodo volontario ai lavoratori o, per coloro che non accettano, un’alta percentuale di fondo di integrazione salariale. Da queste iniziative, la domanda degli impiegati è: perché, a fronte della contrazione del fatturato, i sacrifici vengono richiesti sempre ai soliti noti, ovvero ai lavoratori?

Intanto, alcuni numeri. La Cft in passato è giunta ad avere 2mila soci e circa 300 milioni di fatturato. Ad oggi, i soci sono 1300 e il fatturato è sceso a 60 milioni. Inoltre, il debito con l’erario risulterebbe di oltre 100milioni. A imputare le perdite alla gestione “dissennata”, sono i Cobas, che sostengono anche dati alla mano, che la pandemia, che ha picchiato duro in tanti settori, non è stata lo stesso per tutti. Infatti, nel 2021, alla prima rilevazione statistica dell’anno (4-18 gennaio), si registra, secondo fonte Nielsen, un balzo delle vendite della Gdo del 12%, unito all’aumento in corso di pandemia delle consegne a casa. Inoltre, la Cft è stata sostenuta finanziariamente da Unicoop Firenze e Conad Tirreno, con strumenti finanziari partecipativi di oltre 40 milioni di euro.

La cooperativa, con la prossima assemblea, si appresta a far approvare all’assemblea dei soci un nuovo piano industriale adducendo che il precedente , approvato nel febbraio 2019, è irrealizzabile, vista la crisi da pandemia. Nel piano si prevede il ridimensionamento dell’organico amministrativo. Va da se’, dicono dai Cobas, che una volta che “il nuovo piano industriale sarà approvato, non ci saranno alternative per il personale della sede fiorentina”.

 

 

 

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