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Cgia Mestre: “Macchina dello Stato inefficiente costa al Paese più dell’evasione” Breaking news, Economia

Firenze – Un freno all’economia italiana: si sta parlando del malfunzionamento della Pubblica amministrazione nazionale. A tirarla in ballo è una nota dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, che, pur mettendo in atto una comparazione che presenta “tutta una serie di limiti”, dimostra con buona approssimazione quanto e perché il malfunzionamento dela macchina amministrativa italiana pesi sulla ripresa economica del nostro Paese.
In linea di massima, si legge nella nota, “possiamo affermare che l’incapacità, gli sprechi e la cattiva gestione della macchina dello Stato hanno una dimensione economica superiore al mancato gettito riconducibile all’evasione fiscale presente in Italia”.

L’Ufficio studi della Cgia ha raccolto ed elencato, come primo passo, “le principali inefficienze della nostra macchina pubblica e i conseguenti effetti economici che queste criticità producono sul sistema economico italiano”.
In sintesi si puntualizza che: ” Il deficit logistico-infrastrutturale penalizza il nostro sistema economico per un importo di 42 miliardi di euro l’anno; i debiti della Pa nei confronti dei fornitori ammontano a 64 miliardi di euro, di cui 34 ascrivibili ai ritardi nei pagamenti; il peso della burocrazia grava sulle Piccole e medie imprese (Pmi) per un importo di 31 miliardi di euro l’anno; gli sprechi, le inefficienze e la corruzione presenti nella sanità ci costano 23,6 miliardi di euro l’anno; la lentezza della nostra giustizia civile costa al sistema Paese 16 miliardi di euro l’anno”.
Pur consapevoli, dicono dalla Cgia di Mestre, che, “In relazione al fatto che queste inefficienze sono tratte da fonti statistiche diverse e che in alcuni casi i costi si sovrappongono”, non sia possibile sommarne gli effetti economici, tuttavia il ragionamento che ne consegue mantiene la sua validità.

E il ragionamento, svolto dal coordinatore dell’Ufficio Studi della Cgia Paolo Zabeo, metterebbe in luce che l’effetto economico relativo al malfunzonamento della macchina statale risulterebbe superiore al mancato gettito conseguente all’evasione tributaria e contributiva. “E’ possibile affermare con buona approssimazione – dichiara a chiare lettere Zabeo – che gli effetti economici derivanti dal cattivo funzionamento della nostra Amministrazione pubblica siano superiori al mancato gettito riconducibile all’evasione tributaria e contributiva che, secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sottrae alle casse dello Stato attorno ai 110 miliardi di euro ogni anno. E’ altresì verosimile ritenere che se recuperassimo una buona parte dei soldi evasi al fisco, la nostra macchina pubblica funzionerebbe meglio e costerebbe meno. Analogamente, è altrettanto plausibile ipotizzare che se si riuscisse a tagliare sensibilmente la spesa pubblica, permettendo così la riduzione di pari importo anche del peso fiscale, molto probabilmente l’evasione sarebbe più contenuta, visto che molti esperti sostengono che la fedeltà fiscale di un Paese è direttamente proporzionale al livello di pressione fiscale a cui sono sottoposti i propri contribuenti”.
Un ragionamento che chiama direttamente in causa uno degli svincoli fondamentali dell’economia italiana, vale a dire la spesa pubblica e la sua razionalizzazione. Ricorda a tal proposito il segretario della Cgia, Renato Mason: “Al netto degli interessi sul debito, nel 2017 la spesa pubblica in Italia dovrebbe attestarsi sui 773 miliardi di euro e, come ricordano molti esperti, il tema della sua razionalizzazione continuerà a rimanere centrale anche nei prossimi anni”.

Dunque, secondo gli artigiani di Mestre, i tagli già effettuati alla spesa pubblica nazionale sarebbero stati importanti, ma non ancora sufficienti. Tant’è vero che, secondo le elaborazioni della Cgia veneta, “in questa legislatura, sebbene ci sia stato il blocco delle retribuzioni dei dipendenti pubblici, i risparmi strutturali ottenuti sono stati pari a 30,4 miliardi di euro. Nel frattempo, però, la spesa corrente al netto degli interessi è aumentata di 31,8 miliardi”.

Statistiche e tabelle: http://www.cgiamestre.com/articoli/25387

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