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Charlie Hebdo riprenderà le pubblicazioni prima possibile Cronaca

Parigi – Patrick Pelloux redattore di Charlie Hebdo che si è salvato dall’attentato perché come medico di pronto soccorso non ha potuto partecipare alla riunione di redazione sulla quale i due terroristi della Jihad hanno aperto il fuoco ha detto che il giornale riprenderà le pubblicazioni forse già da mercoledì: “Come avrebbe detto Cabu, bisogna che usciamo con un giornale ancora migliore. Quindi lo faremo, non so come lo scriveremo, con le nostre lacrime”. ha detto ai microfoni della radio francese ‘France Inter’. “Dovevo andare alla riunione di redazione ieri – ha raccontato – ma ho dovuto assistere ad una riunione con i vigili del fuoco e del pronto soccorso per preparare una migliore organizzazione e una migliore accoglienza delle urgenze in Francia”. Durante la riunione, verso le 11.30, “il mio telefonino a suonato, era Jean-Luc, il grafico, che mi ha detto ‘vieni, hanno bisogno di te, hanno sparato’. Ho pensato ad uno scherzo, che la riunione era finita prima. Sono arrivato per primo, non vi racconto quello che ho visto”.  I giornalisti di ‘Charlie Hebdo’, ha aggiunto Pelloux, “non erano uomini razzisti. Prima di essere uccisi il dibattito era ‘come si può lottare contro il razzismo in Francia’. Ci siamo sempre battuti contro tutti gli estremismi. Non c’è alcun odio contro i musulmani. ‘Charlie Hebdo’ è laico. Penso che Charb si sarà alzato prima di farsi ammazzare facendo il gesto dell’ombrello”.

Intanto per il giornale sono stati stanziati cinquecento mila euro. Secondo quanto riferisce ‘Les Echos’ sul proprio sito internet, 250 mila euro saranno prelevati dal fondo ‘Stampa e pluralismo’ gestito dagli editori di stampa francese. Gli editori sono riusciti anche a convincere Google di destinare altri 250 mila euro del fondo ‘innovazione digitale della stampa’ di Google destinato a finanziare i progetti innovativi nei media francesi.  Presstalis, la società che gestisce la distribuzione dei giornali, ha accettato di non prendere alcuna commissione in vista della prossima diffusione di ‘Charlie Hebdo’ che deve avvenire la settimana prossima.

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