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Che bel gesto di Diego se “salva” la Spal Sport

Sono sempre più insistenti le voci che Diego Della Valle sarebbe interessato all’acquisto della Spal, la gloriosa società di Ferrara che dopo anni e anni di crisi è finita in serie D. Il gesto di Diego avrebbe un doppio significato: il primo di natura quasi romantica, sarebbe il salvataggio di una squadra che negli anni Cinquanta e Sessanta è entrata nella storia del calcio italiano per i suoi risultati in serie A e per il lancio di tantissimi giovani destinati a fare carriera nelle “grandi”; il secondo,molto più pratico, è che la Fiorentina avrebbe finalmente una società satellite in cui far crescere le sue promesse, ora costrette ad andarsene in prestito in  club non sempre disposti a valorizzare giocatori non suoi. I Della Valle rimedierebbero, così, all’errore commesso dai tanti dirigenti viola che li hanno preceduti e non hanno mai pensato a collaborare con la Rondinella ai tempi in cui la società di San Frediano (ora completamente ai margini del calcio regionale) militava in serie C e sfiorò addirittura la promozione nel campionato cadetto. La Rondinella sperava di avere dalla Fiorentina quei giocatori che avrebbero potuto contribuire al clamoroso salto di qualità, ma hanno sempre trovato la porta chiusa a qualsiasi richiesta. Inevitabile il progressivo declassamento.
Ormai sono in pochi a ricordare le prodezze della Spal quando aveva come presidente Paolo Mazza, uno sconosciuto industriale di Ferrara, dotato di profonde conoscenze calcistiche tanto da diventare un autentico protagonista di molti calciomercati e capace di portare la sua squadra a lottare con le “grandi” dell’epoca. Ne sa qualcosa, a sue spese, proprio la Fiorentina che, nella stagione 1958-59,era in lotta per la conquista dello scudetto e lo perse  per una sconfitta subìta al Franchi ad opera della Spal, quando mancavano pochissime giornate dalla fine. La Spal -che rischiava la retrocessione-vinse per 2-1 e si salvò; la Fiorentina dovette accontentarsi del secondo posto, a tre punti di distacco dal Milan. Anche negli anni successivi la squadra di Ferrara divenne la “bestia nera” di quella viola.
La Spal di Paolo Mazza disputò il suo primo campionato nella stagione 1950-51 e rimase nel massimo campionato, salvo una brevissima pausa,  fino al 1968.Il suo campionato più bello è datato 1959, quando si classificò al quinto posto alla pari con Bologna e Padova. In quella squadra giocavano futuri campioni come i livornesi Balleri e Picchi (passati in coppia all'Inter di Helenio Herrera), come l’argentino Massei, come il fiorentino purosangue Carlo Novelli, come Micheli, destinato a indossare la maglia viola. Tra i tanti giovani lanciati da Paolo Mazza va ricordato soprattutto Fabio Capello e poi Bigon, Zaglio, Bizzotto, Malatrasi, Mialich, Adolfo Gori, Dell’Omodarme. Ma l’elenco sarebbe interminabile. Ricordiamo soltanto che nella Spal concluse la sua splendida carriera (coronata dagli scudetti conquistati prima nella Fiorentina e poi nella Juventus) uno dei più grandi difensori della storia del calcio italiano: Sergio Cervato.
La speranza è che le intenzioni dei fratelli Della Valle diventino realtà. Una squadra satellite (soprattutto con il nome e la storia della Spal) è ormai una necessità di qualsiasi club calcistico  italiano di grande livello. La Fiorentina potrebbe aprire una strada.
Raffaello Paloscia

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