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Che cos’è l’Esm e perché si parla male di lui Opinion leader

Almeno in teoria, il fondo subito ribattezzato "salvastati" dai media dovrebbe avere più soldi, più potere, più autonomia, più tutele e garanzie di segretezza e inviolabilità rispetto ai precedenti ( e attualmente operanti) fondi "salvastati", vale a dire Efsm (European Financial Stabilization Mechanism) e Efsf (European Financial Stability Facility). Obiettivo dei tre strumenti, conteggiando anche il super-fondo Esm? Finanziare attraverso prestiti i paesi dell'Euro in difficoltà. Ma se questo è vero, da dove nasce la necessità di affiancare ai primi due un nuovo, super strumento finanziario che cambia la logica stessa dei primi due strumenti?

La chiave di volta, sembra di capire, è la necessità di avere a disposizione uno strumento molto più agevole e ricco dell'Efsf, che è quello, dei due, più "dotato" di risorse e più usato per "dare una mano" ai paesi dell'euro in crisi. Per fare un esempio, l'Efsf si finanzia emettendo titoli garantiti pro-quota da tutti i singoli stati dell'Eurozona (a differenza dell'Efsm, molto più piccolo, amministrato autonomamente dalla Commissione Europea, che emette titoli garantiti solo dal bilancio dell'Unione Europea). Per capire, basta guardare alla disponibilità dei fondi: 60 miliardi l''Efsm, 440 miliardi l'Efsf. Ma tutto ciò non è bastato, come le cronache hanno dimostrato, a salvare dall'attacco della speculazione Italia e Spagna nel 2011, nonostante la Germania avesse consentito di portare il fondo da 250miliardi (necessari per salvare la Grecia) a 440 miliardi. Per garantire l'"immunità" di Italia e Spagna ce ne sarebbero voluti almeno 2500.

Dunque, come è strutturato l'Esm?
Il primo punto di differenza importante a vari livelli, non solo economico ma anche politico, è il fatto, come spiega a Stamp l'economista Undiemi, che i 17 stati che ne faranno parte saranno veri e proprio azionisti, e non offriranno dunque garanzie sulle sue emissioni obbligazionarie. Ciò significa che verrà eliminato un passaggio che in parte ha pesato molto sulla costante opposizione della Germania all'aumento di disponibilità dei fondi in questione: il fatto che tutte le volte che si aumenta la dotazione del fondo allo scopo di salvare altri paesi europei in crisi, per le regole contabili europee gli stessi stati devono contabilizzare nel loro debito pubblico la quota che garantiscono per il fondo. Col risultato, alla fine del giro, di vedere aumentato il proprio debito pubblico.

Il secondo punto riguarda la governance del nuovo strumento.  L'Esm avrà un proprio cda composto dai 17 Ministri delle Finanze dei Paesi membri che potrà prendere alcune decisioni su determinate materie a maggioranza qualificata e non all'unanimità.
Il meccanismo dunque potrebbe essere: capitale molto più ampio, inizialmente 700 miliardi, che permetterebbe all'Esm di indebitarsi per poi dare assistenza finanziaria agli stati in difficoltà. Con priorità di rimborso, rispetto ai titoli di debito nazionali. Snellezza e velocità decisionali garantite dalla caduta del dogma dell'unanimità, almeno su alcuni temi.

Ma … ma alcuni punti del trattato non sono per niente chiari e per giunta molto inquietanti. Innanzitutto, quei 125 miliardi che sono la "quota" richiesta all'Italia. Di cui 11 subito. Ma ce li abbiamo? Non parrebbe. E dunque, ci indebiteremo? Sì. Tirando le fila, sembrerebbe che l'Italia debba pagare soldi per avere, nel caso ne avesse bisogno, soldi. Una sorta di assicurazione? No, perchè quei soldi ce li presteranno. Insomma, si versano soldi per farci prestare soldi in caso di bisogno. E, come sempre accade sui prestiti, pagheremo i nostri bravi interessi. E' questa, l'ottica con cui alcuni partiti, politici, cittadini affrontano il problema. Fra le voci critiche, da scrivere anche la decisione della Corte  costituzionale tedesca che, investita del problema, ha rimandato la pronuncia a settembre.  E alla cui decisione è appesa buona parte della credibilità e della capacità di diventare operativo a tutti i livelli (le prime prove sono già in atto con la Spagna) dello strumento finanziario Esm.

"Ma la parte peggiore, per la democrazia almeno, deve ancora venire – spiega Undiemi – le decisioni vere, quelle in cui verrà deciso  quanti soldi dovranno versare i cittadini e quando, saranno prese in maniera insindacabile dai 17 uomini del Cda".  Ma … ecco un altro ma. Prendendo il testo dell'accordo, alcuni articoli risultano perlomeno "strani" almeno in vigenza di stati a ordinamento democratico. Intanto, l'articolo 10, secondo cui  il consiglio dei governatori "può decidere di cambiare il capitale autorizzato ed emendare conseguentemente l'Articolo 8". Significa che i capitale di 700 miliardi, stabilito nell'art 8 è solo l'inizio? Non solo. All'art. 9 si stabilisce che eventuali aumenti di capitale dovranno essere versati "irrevocabilmente e incondizionatamente".

Procedendo, art. 27 paragrafo 3: "L'Esm, la sua proprietà, i suoi fondi e i suoi attivi ovunque situati e in mano a chiunque, godranno dell'immunità da qualsiasi forma di processo giudiziario". Stesso articolo, paragrafo 4:  "Proprietà, fondi e attivi dell'Esm saranno, ovunque situati e in mano a chiunque, immuni da perquisizione, requisizione, confisca, espropriazione o ogni altra forma di sequestro, appropriazione o pignoramento da parte di un'azione esecutiva, giudiziaria, amministrativa o legislativa". Non solo: nei paragrafi 5 e 6, si afferma che gli archivi, i documenti e le sedi dell'Esm sono inviolabili.
Ne deriverebbe, secondo quanto affermato da Staccioli, Locchi e dall'economista e studiosa di finanza Undiemi, nonchè da svariati politici e cittadini che hanno creato un movimento d'opinione trasversale, che l'Esm non solo è immune da procedimenti giudiziari, ma che nessun governo può intraprendere un'azione legale contro di esso. E i membri, gli amministratori, i governatori, i direttori dell'organismo? Art. 30: "saranno immuni da procedimenti legali rispetto ad atti eseguiti nella loro capacità ufficiale e godranno dell'inviolabilità rispetto ai loro documenti e alle loro carte ufficiali". Chi controlla? Davanti a chi risponde, questa blindatissima corazzata che deve garantire la stabilità finanziaria europea? E gli Stati membri, in che posizione si ritroveranno davanti al super Esm? …

Infine, è la stessa economista di WallStreetItalia a dare un'ultima, inquietante informazione: se di bisogno, il Mes o Esm che dir si voglia, potrà  "rastrellare i soldi necessari presso la grande finanza internazionale. Grandi banche? La Cina? Che potranno poi commissariare gli Stati sovrani? ….".
E se qualcuno volesse andarsene? Un altro carattere di questo trattato pare proprio l'irrevocabilità, conclude Undiemi, che aggiunge: "Non solo per il governo che l'ha sottoscritto, ma anche per quelli che seguiranno".

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