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Che settimana! Rubriche

Ci hanno subito pensato i Blackblock che, sotto la guida illuminata di “er Pelliccia”, al secolo Fabrizio Filippi, sono stati esemplari nella lotta dura senza paura contro gli Indignati: così imparano a voler fare una manifestazione pacifica! La settimana è poi appena finita per noi con l’esecuzione di Muammar Gheddafi con un colpo di pistola alla tempia ed uno alla fronte, per non farsi mancare nulla, e con Massimo Dalema indagato per la presunta tangente pagata dai titolari della compagnia low cost Rotkopf Aviation, all’ex consigliere di amministrazione dell’Enac, Franco Pronzato, responsabile trasporti aereo del PD (a che serve? Che vuol dire?). Noi che abbiamo l’abitudine di accendere il pc e subito entrare in facebook e lasciarlo acceso mentre si lavora salvo ogni tanto dargli un’occhiata, fra gattini e canini (non quelli dei vampiri che comunque non mancano mai) da collocare, fra un pezzo dell’Equipe 84 e uno di qualcuno che deve andare di moda ma che non conosciamo, ci siamo imbattuti oggi in quegli amabili ingenui che si chiedono se i giornali abbiano fatto bene a mettere subito nei loro siti web le foto spietate del rais morto. Benedetti social network e benedetti noi che ne siamo ostaggi! Proprio poco fa uno dei nostri “amici”  ha messo su fb quattro fotografie: una di Saddam Hussein, una di Osama Bin Laden, una di Gheddafi ed una di Berlusconi. Cosa hanno in comune? I protagonisti sono tutti con un dito alzato a mo’ di ammonimento, i primi tre di loro hanno anche una X rossa che li cancella; una scritta recita “Occhio ad agitare tanto quel dito”. Mmmm … brutta storia … qualcuno direbbe, e dirà certamente, che si tratta di una faccenda pericolosa, magari di incitamento alla violenza, e, lo ammettiamo, per quanto davvero poco berlusconiani, il tutto non ci piace. Poi ci viene fatto di chiederci chi li ha eliminati quei tre e non c’è dubbio che, più o meno direttamente, lo hanno fatto gli americani: mica ci toccherà, ci siamo chiesti, dover aspettare che l’esercito a stelle e strisce, quello del nostro più storico e saldo alleato, si occupi anche della faccenda del Presidente del Consiglio italiano? Ci rassicura il fatto che da noi resista ancora la democrazia e che magari possano bastare le elezioni per liberarsi di lui, con tutte le sue anziane pulsioni compulsive, i suoi atteggiamenti da parodia del grande dittatore e nonostante le raccomandazioni ai suoi subalterni (da quelle antiche sull’uso dello scovolino del cesso per sconfiggere il comunismo a quelle fresche di giornata di non dare, in televisione, mai del tu agli avversari politici e di scuotere continuamente la testa quando parlano). Chissà, potrebbe essere anche possibile. Sempre che i Blackblock, i Penati, i Dalema e magari anche i Grillo, la smettano di darsi tanto da fare per salvarlo.


Gianni Caverni

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