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Chi nasce in Italia diventi cittadino: il 71% degli italiani è d’accordo Politica, Società

Esiste un’Italia che è largamente favorevole alla cittadinanza ai figli degli immigrati che nascono sul suolo italiano. Non è solo il presidente Napolitano a porre con forza la questione, o, nel caso toscano, il governatore Enrico Rossi, ma è ormai la stragrande maggioranza dei cittadini italiani. A rivelarlo, l’indagine eseguita dall’Osservatorio politico Cise (Centro Italiano Studi Elettorali) dell’Università di Firenze. Sono il 71%, infatti fra i cittadini intervistati, quelli che ritengono che i figli di immigrati dovrebbero ottenenre automaticamente la cittadinanza italiana se nascono in Italia.
Un risultato che non si discosta molto da quello ottenuto nella precedente ricerca, svolta nella primavera 2011,  e che dà un’immagine che si può dire inaspettata del paese.
Infatti, non solo il consenso alla cittadinanza basata sullo jus soli è alto; lo è ancora di più il consenso al voto amministrativo degli immigrati: 76% degli intervistati nell’aprile 2011, che sale all’81% in dicembre.
Dando un’occhiata al livello di consenso sui temi etici “classici”, si riscontra che, sebbene non con gli stessi scarti, rimane tuttavia maggioritaria la posizione progressista: una quota intorno al 60% degli intervistati è a favore delle coppie di fatto; una quota di poco inferiore (tra il 54 e il 60% nelle due indagini) è favorevole ad estendere questa possibilità alle coppie gay. Quanto all’interruzione volontaria di gravidanza, la quota dei favorevoli alla legge rimane maggioritaria: è il 43% circa degli intervistati a voler rivedere l'attuale regolamentazione in senso più rigido.   

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