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Chianti, braccianti schiavi, tre arresti fra Siena e Grosseto Breaking news, Cronaca

Siena –  Operazione all’alba, in Toscana, contro il caporalato, messa in atto dai carabinieri della compagnia di Poggibonsi e dal Nucleo ispettorato del lavoro di SienaQuaranta operai ridotti in condizioni di semi schiavitù, costretti a lavorare fra vigne e oliveti fra i più decantati del mondo e trasformatisi per i braccianti in veri gironi dell’inferno, con le notti passate a dormire in edifici fatiscenti, ammonticchiati gli uni sugli altri. E’ questo, l’incredibile quadro ricostruito dai militari che hanno eseguito l’arresto di tre persone, due fratelli titolari della cooperativa cui erano “agganciati” i lavoratori, e il loro braccio destro. I tre, tutti cittadini turchi, sono accusati di caporalato e sfruttamento del lavoro. La cooperativa di cui sono titolari i due fratelli ha sede a Grosseto. Sotto indagine, altre tre persone.

L’inchiesta era scattata dietro esposto di un residente, che denunciava le condizioni in cui si trovavano i braccianti, che erano stati alloggiati in un appartamento fatiscente a Radda in Chianti.  Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Poggibonsi  con i colleghi del nucleo ispettorato del lavoro di Siena e dalla Procura di Siena, i braccianti non solo vivevano in un continuo stato di intimidazioni e minacce, pagati pochi euro l’ora che non rispettavano neppure le ore effettivamente lavorate, ma esisteva anche una “gerarchia” consolidata all’interno delle squadre con pagamenti divisi per etnia.  Le prime verifiche, culminate con una maxi operazione di controllo, erano state effettuate nel marzo scorso.

Non solo. Per quanto riguarda le aziende che utilizzavano il lavoro della cooperativa e dunque dei braccianti, è emerso da un lato che erano all’oscuro delle condizioni in cui erano tenuti i lavoratori, ma anche che nessuno si era “meravigliato” del costo della manodopera: basso, bassissimo, addirittura metà rispetto alle cooperative rivali. Intanto, mentre un commissario nominato dalla Procura guiderà la cooperativa, le indagini vanno avanti. 

 “Esprimo la mia viva soddisfazione per l’operazione contro il caporalato condotta dalla Procura di Siena e dai Carabinieri”, commenta il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi alla notizia dell’arresto .

“Tutte le nostre energie – prosegue Rossi – devono essere impiegate nel contrastare il lavoro nero e lo sfruttamento, tutti devono avere paghe giuste e condizioni di lavoro rispettose della propria dignità”

“Come Regione Toscana, dopo aver siglato un protocollo d’intesa per contrastare l’illegalità e lo sfruttamento in agricoltura, procederemo con la sospensione di tutti i contributi previsti dalla normativa europea e regionale per quelle aziende che consapevolmente si sono servite di intermediazione illecita e di lavoro nero; al tempo stesso promuoveremo e valorizzeremo quelle imprese che invece garantiscono e assicurano il rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori. La nostra risposta – conclude il presidente – sarà, in questo campo come in quello della sicurezza sui luoghi di lavoro, immediata e risoluta”.

 

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