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ChiantiBanca “studia” per acquisire il Credito Cooperativo di Verdini Economia


L’ipotesi c’è, e va prendendo sempre più campo. Anche se ChiantiBanca si mantiene ancora ufficialmente e prudentemente nell’area dello “studio”, la ventilata acquisizione del Credito Cooperativo Fiorentino di Denis Verdini sembra prendere sempre più corpo. CCF, che fino al 2010 è stato presieduto da Denis Verdini, fu commissariato nel luglio scorso, dopo le dimissioni presentate dal “padre padrone” (che guidava l’ente da circa vent’anni) 5 giorni prima la firma del decreto (firmato martedì 27 luglio 2010). Il ministro dell’economia Giulio Temonti accolse infatti la richiesta di Bankitalia, inoltrata il 20 luglio, per “gravi irregolarità bancarie nell’amministrazione e gravi violazioni normative”. La banca è attualmente commissariata.
Nella nota diramata da ChiantiBanca, si legge che nel corso dell’ultima assemblea, i soci hanno ricevuto l’informazione di una “possibile operazione di integrazione aziendale con il Credito Cooperativo Fiorentino”.
La scheda di ChiantiBanca pare ineccepibile. Con una compagine sociale di circa 8mila unità, si avvicina a chiudere il 2011 con un bilancio positivo.
Secondo il presidente Claudio Corsi, ''I risultati sono in linea con gli obiettivi previsti dal Piano Strategico 2011-2013. L'indice impieghi/raccolta si attesta al 93%, confermando l'attenzione sul fronte della liquidità. In questo anno abbiamo aperto 3 nuove filiali, a Firenze, Siena, Empoli, con una rete oggi di 31 sportelli articolata, dalla sede legale di Fontebecci, Siena, e la direzione generale di San Casciano in Val di Pesa, Firenze, in quindici comuni fino ad arrivare nella provincia di Arezzo. Nel 2012, ci adopereremo per rafforzare ulteriormente il ruolo di Community Bank sostenendo attivamente le comunità locali e, con un aumento progressivo della base sociale, continueremo ad orientare la mutualità a favore del territorio e dei soci''.
I dati tecnici sono stati illustrati dal direttore generale di ChiantiBanca Andrea Bianchi: ''Il focus sulla solidità patrimoniale si è tradotto in un Tier 1 ratio ad oltre il 14,8% e un Total Capital Ratio al 15,3%, grazie anche all'incremento di 9 milioni di euro del patrimonio netto''.

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