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Chiesa alla Juve: come scialacquare campioni e vivere infelici Opinion leader

Firenze – Dalla Juve alla Juve. Chiesa esordì bambino a Torino contro la Juve per uno dei colpi teatrali a effetto di Paulo Sousa e ora a Torino ci giocherà con la maglia della Juve. “Tradimento”, è la parola ricorrente sulle bocche dei tifosi e oggi anche nei titoli dei giornali. Come tradimento fu quello di Bernardeschi, o anche quello di Veretout, e perfino di Borja Valero. Ora però voglio fare una riflessione generale su un fenomeno che non appare immediatamente evidente ma che invece è lì sotto gli occhi di tutti, come la lettera rubata di Edgar Allan Poe.

Nella Juve quest’anno giocheranno Chiellini, Cuadrado, Bernardeschi e Chiesa tutti ex-Viola. Nell’Inter hanno giocato Borja Valero, Vecino e Biraghi, gioca D’Ambrosio e ha rischiato di giocare anche Alonso (che forse verrà a gennaio). Nella Roma giocano Mancini, Veretout, Zaniolo e fino a ieri Kalinic, ora passato al Verona.

Nell’Atalanta, Gollini, Piccini, Muriel e Ilicic. Nel Milan, Tatarosanu e Rebic. Dalla Lazio è appena passato al Genoa Badelj. A Barcellona oggi gioca titolare in porta Neto, e in altre grandi europee giocano Savic, Nastasic, Seferovic, Hagi, Hegazi, Hancko, Kurtic, ancora Joaquin, tutti nazionali nei rispettivi paesi. Non è escluso che diventino a breve ex rimpianti anche Simeone, Petriccione, Sottil e Ranieri (perché ridarlo in prestito in B e prendere il modesto Barreca, se in quel ruolo serviva soltanto un’alternativa in panchina? E perché dar via, sia pure in prestito, Sottil se si sa che non resta Chiesa?).

Vi informo, dunque, che non c’è altra “grande” squadra di serie A che, dai tempi di Baggio e di Toni, rinforza le avversarie dirette come la Fiorentina! Mi direte l’Atalanta, ma allora obietto: intanto l’Atalanta è grande perché ha un vero ambizioso e coerente “progetto” (e qui la parola ha un significato letterale, non come a Firenze) che dà i suoi frutti e perché i giocatori se li fa pagare salati, in genere più cari del loro valore effettivo, mentre la Fiorentina no; anzi, più spesso li regala.

È di ieri la notizia che l’Atalanta, tra Kulusevski e Diallo Traoré, giovani mai visti in campo in A, ha realizzato una plusvalenza di circa 80 milioni. Ma quanto le è costato Ilicic dalla Fiorentina? Ve lo ricordo io: 5,5 milioni, per un giocatore che nel 2020 si sarebbe conteso il Pallone d’oro con Lewandovski! Significativo infine che Piccini, tornato quest’anno in Italia (e naturalmente da Gasp!), prima di venire abbia detto di esserne felice pur di non andare alla Fiorentina! Ma allora chi sono i “traditori” a Firenze?

I giocatori o gli incapaci che li gestiscono, dai Della Valle “moralisti” del tetto ingaggi, a Corvino maneggione sottobanco (vi ricordo che Vlahovic, Milenkovic e Montiel, grazie a lui, sono più proprietà di Ramadani che della Fiorentina), a questi americani simpaticoni, che a Firenze hanno subito imparato la politica dell’ipocrisia? “Campagna acquisti finita, a meno di un grosso affare!”, rassicurò spavaldo Commisso. E qual è stato il grosso affare? Vendere Chiesa per 3 milioni! Sissignori: 3 milioni quest’anno e 7 il prossimo, poi si vedrà. Una cifra complessiva che ammonta a quanto è costato alla Fiorentina Igor a gennaio!

Ma torniamo a parlare di “progetto”. Questa parola mantra risuona grave e austera dai tempi dei DV tutte le volte che la Viola deve giustificare qualcosa. Se si comprano giovani, è perché il progetto prevede la loro valorizzazione come a Firenze si è sempre fatto (e poi però è da spiegare perché questi giovani non vengono venduti guadagnandoci il giusto e garantendosi i rimpiazzi adeguati o perché su di loro non si impianta una squadra vincente); se si comprano vecchi, è perché la squadra ha bisogno di campioni per far crescere i giovani; se non si compra è per far quadrare il bilancio…

E allora riassumiamo in sintesi come si sta svolgendo il “progetto” della gestione Commisso. Si prende Montella e si dice largo ai giovani. Montella è l’uomo adatto, e infatti da subito si vedono in campo, pressoché tutti esordienti, Vlahovic, Castrovilli, Venuti, Ranieri, Sottil, Terzic , Montiel, si prendono Lirola, Dalbert e Pedro, e anche Pulgar (che, per il suo ruolo,  vecchio non è di certo), si confermano Dragowski e Milenkovic, si manda a crescere in Francia Lafont.

I campioni Ribery, Caceres e Badelj sono di complemento. Poi improvvisamente la paura di retrocedere (ridicola, visto che c’era anche un mercato di riparazione alle porte). E allora via Montella e squadra al salvatore Iachini. Via o in tribuna quasi tutti quei giovani, dentro però altri giovani baldi: Cutrone, Igor, Duncan, Agudelo, Kouamé. Alcuni anche pagati salatamente (Cutrone 15 milioni, venuto a far ombra a Vlahovic), altri scelti non si sa con che criterio (arriva Igor per una bella cifra, ma in campo va il “vecchio” Ceccherini).

Però la Fiorentina il colpaccio lo fa, perché compra Amrabat anticipando sul tempo molti pretendenti. Brava! Ma per farne che, oggi? Per farlo giocare in un ruolo non suo, stopper davanti alla difesa, e per avvilirne le qualità. Intanto, per non azzardare troppo coi giovani , si va anche sull’usato sicuro. Borja Valero, Bonaventura, ora Calleijon, tutti comprati direttamente all’INPS, ma soprattutto comprati a casaccio, perché ora risultano ridondanti a centrocampo, mentre è l’attacco che soffre di penuria.

E allora, se domani Milenkovic, Vlahovic (che meno male per ora è rimasto, perché stava per andarsene anche lui, tra l’altro sospinto da una buona fetta di longimiranti tifosi), Sottil, Ranieri o chi per loro, vorranno cambiare aria o non tornare, saranno “traditori”? Una volta, per la poesia, si diceva “traduttore=traditore. Trovatemi uno che riesca a tradurre in un linguaggio semanticamente rigoroso o almeno comprensibile la parola “progetto” usata a Firenze e poi capirete… chi sono i traditori!

Foto: Federico Chiesa

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