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Chiude la Sun Chemical, 71 lavoratori a casa Cronaca

E' partito stamattina, in piazza Dalmazia, il presidio dei lavoratori della Sun Chemical, che avevano sfilato, nelle scorse settimane,  per le vie di Castello con i lavoratori della Seves e della Ginori, in segno di solidarietà e per denunciare la continua perdita di posti di lavoro nella zona industriale fiorentina. Per le 17 è convocata un'assemblea pubblica. 
l 21 marzo i dipendenti della Sun Chemical, multinazionale dell’inchiostro da stampa di proprietà di un Fondo di investimento giapponese, hanno ricevuto l’annuncio della chiusura dello stabilimento fiorentino, mentre continueranno le attività negli altri. L’azienda conta in Italia cinque punti produttivi: due in provincia di Milano, uno a Torino, uno a Turate in provincia di Como, oltre a quello di Castello in cui, nel corso degli ultimi tredici anni è partita una ristrutturazione con cui l’organico è passato da 247 addetti agli attuali 81, ed era in essere una procedura di mobilità per 17 lavoratori.
C’era una riduzione di orario, però il nostro lavoro – ha detto un dipendente – lo avevamo finché ci hanno comunicato la chiusura dello stabilimento di Firenze”. Comunicazione giunta inaspettato a cui 14 dipendenti  hanno risposto accettando il trasferimento a Milano, mentre gli altri 71 sono stati dichiarati in esubero.
A seguito di una contrazione del mercato – ha detto il referente sindacale Enrico Hablikla Sun Chemical ha deciso di riorganizzare la presenza in Italia e quindi di chiudere lo stabilimento di Firenze. Ci siamo opposti, crediamo si debbano percorre vie alternative come la cassa integrazione e i lavoratori erano disposti a fare sacrifici pur di salvare il posto di lavoro e superare il periodo di crisi.”
A niente è valso l’incontro dell’unità di crisi tenuto il 3 di aprile in provincia, presenti il presidente delle Provincia Andrea Barducci, l’assessore allo Sviluppo economico e politiche del lavoro del Comune di Firenze Sara Biagiotti, le organizzazioni sindacali, le rsu e, per l’azienda, Francesco Bova e Nicola Mugnai. Grande assente, l'amministratore delegato De Florian, accusato dall’assemblea dei lavoratori di non essersi assunto in prima persona le proprie responsabilità partecipando all'incontro istituzionale in Provincia.
Abbiamo fatto i primi incontri ma non siamo arrivati a nessun risultato. – conferma Hablik – Noi pensiamo che l’azienda non possa e non debba chiudere, in ogni caso deve mettere in campo le risorse necessarie affinché queste persone possano affrontare un periodo magari lungo di ricerca di un nuovo posto di lavoro in serenità. Questo vuol dire utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione e anche di integrazioni economiche da parte dell’azienda.” 
Stamani è partito un presidio in piazza Dalmazia dove, dalle 17, si terrà un’assemblea pubblica a cui sono state invitati i rappresentanti delle istituzioni.
In effetti, spiegano i lavoratori di Sun Chemical scesi in piazza, le perplessità ci sono e fino a ora è rimasta senza risposta la domanda che tutti si fanno: perché la crisi, dichiarata dall’azienda come motivo della chiusura, pesa solo sullo stabilimento di Firenze?
Intanto, il nostro territorio continua a perdere aziende storiche, prima la Ginori per la quale Gucci ha presentato un’offerta proprio nei giorni scorsi, poi la Seves e ora la Sun Chemical, con un impoverimento pesante di tutto il tessuto produttivo e occupazionale della provincia di Firenze.

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