energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Chiusura Poste, continua la rivolta e qualcuno scrive al Papa Cronaca

Firenze – Una lettera a Papa Francesco: è una delle numerose iniziative prese contro la  chiusura, da parte di Poste Italiane, di una serie di uffici che vanno a incardinarsi in paesi, aree e cittadine che senza quel presidio conoscerebbero svariati disagi, in particolare rispetto alla fascia di popolazione più anziana. Sono stati gli abitanti di  Valpromaro, frazione del comune di Camaiore al confine con quello di Massarosa, a inviare una lettera a Papa Francesco per scongiurare la chiusura dell’ufficio postale. Hanno già scritto alla direzione delle poste, ma la chiusura pare certa. Li appoggia il parroco Don Rodolfo Rossi, che ha solidarizzato  fin dal primo momento con le richieste dei paesani.

Ma la rivolta contro la chiusura delle Poste infiamma anche il Chianti, dove si sta preparando una manifestazione di protesta a Firenze, da tenersi nei primi giorni di settembre. Nonostante la posizione netta di Poste Italiane, che non ne vuol sapere di mantenere quei costosi uffici decentrati. “Dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce, il bisogno delle comunità è più importante di qualsiasi logica di razionalizzazione” è la risposta dei sindaci chiantigiani.

Del resto, fra fiaccolate, assemblee pubbliche, manifestazioni di protesta, raccolte firme per chiudere ogni conto e deposito postale, presidi intenzionati ad occupare gli uffici postali delle frazioni, il Chianti continua a mobilitarsi. anche perché la scadenza è vicina, vicinissima:  dal 7 settembre serreranno gli sportelli di Marcialla, La Romola, San Donato in Poggio mentre quelli di Lucolena e Vico d’Elsa ridurranno gli orari. Il caso è approdato anche in Europa grazie all’iniziativa del consigliere comunale di San Casciano Sandro Matteini che si è mosso per attivare una procedura di petizione al Parlamento Europeo “che tutti possono sottoscrivere e condividere dal sito ufficiale”.

“Siamo convinti di subire una grave perdita del servizio pubblico – ha dichiarato Matteini – insieme a noi, anche la Regione, Anci, Uncem e il Comune, che ha intrapreso un nuovo ricorso al Tar, la via giudiziaria rimane la nostra possibilità più concreta di fermare questa decisione insensata”.

Se questa è la situazione sul fronte fiorentino, altrettanto calda è  l’atmosfera sul fronte senese e generalmente toscano. .Assemblee e presidi della popolazione, sindaci arrabbiati. Per ora, nessun passo indietro di Poste Italiane. Anche se, come riportato, buona parte delle speranze sono riposte nel nuovo ricorso al Tar da parte anche di Uncem, Anci e Regione.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »