energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Chiusura tribunali, in Toscana si rischia la paralisi Cronaca

Chiudere i tribunali non è una riforma. Parte da qui la mobilitazione nazionale indetta per oggi da Cgil, Cisl e Uil per protestare contro le conseguenze della chiusura di sezioni distaccate e di tribunali. La futura soppressione dei tribunali di Pontassieve e Empoli (al momento ancora in attività, su richiesta dei sindacati, ma solo per smaltire l’esorbitante carico di pratiche arrivate prima del provvedimento) e il rischio chiusura per i giudici di pace di Borgo San Lorenzo e Castelfiorentino, comporta di fatto una ristrutturazione della giustizia fiorentina che rischia di sfociare nell’involuzione dell’intero sistema. Dalla fine di luglio, infatti, il carico di lavoro delle sezioni in via d’estinzione è stato dirottato sul Tribunale di Firenze, senza che vi sia stato un incremento proporzionale di personale. Conseguenze immediate, un surplus di lavoro per i cancellieri e uno slittamento in avanti delle cause giudiziarie, mentre all’orizzonte si profila l’ingolfamento. Una riforma amministrativa che entra dunque a gamba tesa su professionalità ed efficienza. È appena il caso di ricordare – allontanando per un attimo la lente d’ingrandimento dalla situazione locale – che la Corte Europea ha già denunciato, e più volte, le lungaggini processuali che piagano il nostro paese. Non stupisce, quindi, come questa riforma della geografia giudiziaria sia avvertita non solo come destinata al fallimento, ma anche incomprensibile dal momento in cui aggrava ulteriormente un malanno cronico italiano.

È un’autentica sinergia quella di sindacati, avvocati e personale addetto, da cui si leva un appello al Ministero della Giustizia per mettere mano a una riorganizzazione vera ed efficiente dell’intero apparato giudiziario, che dia servizi ai cittadini e che risponda alle esigenze del territorio. Al momento è stato accolta la richiesta di un rinvio tecnico dei provvedimenti di riordino, ma l’impressione che si ricorra al rimedio mentre il danno è ancora in corso è molto forte. Del resto, denunciano i sindacati, la chiusura delle tribunali minori e sezioni distaccate corrisponde a una spoliazione del territorio, diretta conseguenza della logica dei tagli eseguiti sui servizi fondamentali della collettività, senza alcuna attenzione ai bisogni dei lavoratori e dell’intera collettività. I risparmi di tipo ragionieristico derivati dalla chiusura di questi uffici giudiziari, fanno notare le rappresentanze dell'intero mondo giudiziario,  non rappresentano certo una risposta che possa avere respiro di lungo periodo.

In Toscana è prevista la chiusura di 17 sezioni distaccate, tra cui i tribunali di Montepulciano, Portoferraio e Aulla, provvedimento – avvertono senza mezzi termini i sindacati – che porterà a una drammatica carenza di servizi, mentre sullo sfondo già si delinea un’infiltrazione malavitosa sul vuoto lasciato scoperto nel territorio. Al disegno ministeriale di chiusura dei tribunali, ecco dunque la controproposta sindacale al concetto di riforma: modernizzazione del sistema giudiziario grazie a procedure di digitalizzazione, istituzione di programmi efficaci per il controllo di gestione, riorganizzazione degli uffici con nuove funzioni per il personale non togato e copertura delle carenze di organico. La risposta del Ministero è, per il momento, affidata al sito ufficiale: “Le info riguardanti gli Uffici giudiziari sono in fase di ristrutturazione”.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »