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Ci vorrebbe una Leopolda anche per gli anziani? Opinion leader

Firenze – La prima Leopolda mi trovò partecipe: era il tempo dei “rottamatori” che intendeva inaugurare una nuova fase della politica italiana. Nella successiva ho trovato una simpatica giovanile baldanza che, però, per motivi anagrafici, mi ha fatto sentire un estraneo.

Non non so quanto deformate dai commenti giornalistici, mi sono sembrate una sorta di cahiers de doléance dei giovani che il tam tam mediatico traduce in una sorta di “processo” agli anziani. Ora, è vero che se i giovani lavorano in modo precario e accumulano pochi contributi ciò rischia di ripercuotersi negativamente sulla loro futura pensione ma di questo hanno colpa gli attuali pensionati?

Credo proprio di no; penso invece che il vero problema sia che oggi si razionalizzano le spese tagliando posti di lavoro invece di incidere su altre fonti di sprechi, di disincentivare in modo drastico l’evasione, di eliminare aree di privilegio.

Inoltre, una mini patrimoniale potrebbe far pagare un po’ del peso della crisi a chi l’ha cavalcata, come dimostrano certi consumi di lusso e di extralusso. Ma questo attiene ai ceti forti che, per definizione … sono forti.

I problemi dei giovani sono gravi; avendo io figli e nipoti mi sento assai sensibile a ricercare una soluzione. Mi sembra però che si sia innescata una certa polemica generazionale; tant’è vero che discutendo con un’esponente di primo piano del Pd mi sono sentito dire che bisogna riequilibrare i rapporti generazionali. Avendo chiesto cosa di dovesse riequilibrare mi è stato risposto: “nel senso che voi avete avuto troppo e noi troppo poco”.

Al che ho obiettato che alcuni hanno avuto troppo e continuano ad avere troppo anche adesso mentre fra chi ha avuto troppo poco ci sono sia giovani che anziani. Leggo nei giornali di stipendi da 11 – 19mila euro mensili..e non si pensa minimamente di tagliarli. Si pensa invece di tagliare le pensioni da 2200 euro netti.

Con conseguenze paradossali . Il presidente dell’Inps ,per introdurre un reddito minimo contro la povertà prevede di tagliare le pensioni da 2200 euro mentre molte di quelle da 10mila euro e passa resterebbero indenni perché appartenenti a casse autonome e quindi fuori dall’Inps …Ma alle misure contro povertà dovrebbero contribuire tutti e non solo i pensionati Inps e non solo i pensionati ma tutti coloro che hanno redditi alti e rendite cospicue. Non ti pare Presidente Renzi?

Inoltre, ad inasprire il dissidio generazionale, contribuisce anche una sorta di..”futurologia”.

I media (cito, per tutti Libero ,con un editoriale tranchant di Belpietro ” Pensioni choc per i trentenni”), riportano una estrapolazione del Presidente dell’Inps Boeri sulle pensioni che ci saranno.. tra 40 anni che saranno più basse e con età pensionabile assai più alta.

Inevitabile la constatazione del triste destino dei giovani. L’amplificazione mediatica rende inevitabile il corollario – anche se implicito – che la colpa è della generazione attuale, dei voraci pensionati che distruggono le risorse future.

Ma che senso ha fare estrapolazioni tanto lontane anni quando ci sono da risolvere i problemi di oggi? Tra quarant’anni ci saranno ancora gli stati nazionali? Ci sarà ancora l’Europa? Ci sarà ancora il lavoro quale oggi lo conosciamo? Ci sarà ancora l’Inps? E mentre non sappiamo nemmeno quando usciremo dalla crisi, si va a calcolare quale sarà l’importo pensionistico tra quarant’anni?

Tornando ai rapporti generazionali mi domando perché, per liberare i posti di lavoro non si proponga di eliminare (subito e senza eccezioni) i doppi incarichi e i doppi lavori sulla base del principio che “tutti siamo utili e nessuno indispensabile”?.

Vorrei anche sentire anche chiedere: perché, quando c’è da risparmiare il primo taglio è sempre sui posti di lavoro? Non si potrebbe partire da altri tipi di spese? Un esempio per tutti: il lavoro dei centralini telefonici, degli Urp, dei frontoffice è importante per risolvere molte situazioni..invece in molti siti web di Enti si evita perfino il numero telefonico… e diviene difficile orientarsi nella sempre più complesse macchina burocratica.

.Perché, piuttosto, non si dice ai trentenni che molti posti li potremmo ottenere abolendo doppi o tripli incarichi retribuiti nei tanti Enti e organismi istituzionali nazionali e locali? Ovviamente questa incompatibilità la metterei anche per i pensionati.

Perché alla Leopolda non si chiede a gran voce di aprire spazi ai giovani, che sono motivati, preparati?

Temo che non avverrà perché da tempo è in atto una campagna ideologica contro gli anziani. Chi di noi ha lavorato 39-40 anni facendo turni di giorno e di notte con lavori spesso stressanti o faticosi, adesso con il piano Boeri – stoppato ma non smentito dal governo- sente dire che non merita la pensione che le leggi vigenti assegnano.

Si batte sempre sullo stesso tasto.

Ma il termine patrimoniale, è tabù. I possessori di auto che costano più di un appartamento, di ville e di barche possono stare tranquilli. E temo che di questo non si parlerà alla Leopolda. Argomenti troppo “meschini” (ma cosa vai a guardare? ). Invece, chi invoca il taglio delle pensioni alte strappa subito l’applauso. Già. Ma alte quanto? Si dirà, almeno, che quelle stratosferiche, resteranno intonse e che l’invocata scure riguarda quelle da 2200 euro?. Ne dubito.

Su queste premesse dovremmo organizzare anche noi una Leopolda degli anziani? Ma se vediamo i problemi in un’ottica settoriale e non generale non andiamo nessuna parte. Per questo invito il presidente Renzi a tranquillizzare molti anziani che con le voci ricorrenti sui tagli delle pensioni, delle reversibilità e via dicendo vivono in angoscia un’età che avrebbe dovuto essere di meritato riposo.

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