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Ciclismo: lutto per la morte di Andrea Bresci grande amico di Bartali Sport

Pistoia – In un tragico incidente stradale ha perso la vita il 75enne fiorentino Andrea Bresci, notissimo personaggio nel mondo del ciclismo. Perdeva la vita anche la moglie Gabriella Massini che era in auto con il marito che guidava ed un nipote di 11 anni.

Per un malore Bresci si accasciava sul sedile, mentre il nipote tentava di prendere, senza successo, la guida. la vettura sbandava ed andava a sfasciarsi contro un muro nel centro di Pracchia località sulle colline di Pistoia (dove ogni anno Bresci trascorreva le vacanze). Il nipote riportava alcune ferite e veniva trasportato all’Ospedale Meyer di Firenze. I medici lo hanno  dichiarato fuori pericolo.

Le salme di Bresci e della moglie si trovano all’obitorio di Pistoia a disposizione della magistratura. Bresci è stato per anni presidente dell’Aquila Ponte a Ema, la società che vide debuttare Gino Bartali e l’ideatore e gestore per tantissimi anni del museo del ciclismo a Ponte a Ema dedicato al campione fiorentino.

Bresci era l’amico numero uno, il confidente di Bartali, la sola persona alla quale il campione confidava tutti i suoi pensieri, i suoi segreti. Gli è rimasto accanto fino all’ultimo giorno. Bartali, ormai bloccato dalla malattia voleva vederlo ogni pomeriggio. Scambiare due parole con l’amico più fedele dell’esercito dei suoi sostenitori. Un giorno, era il 1990, Bresci chiese a Bartali di consenso per costruire un museo del ciclismo a Ponte a Ema proprio davanti alla casa in cui era nato. Va bene disse Bartali, ma non dimenticare i gregari che faticano tanto e guadagnano poco.

Bresci si mise all’opera. L’iter risultò essere stressante oltre alle difficoltà per l’esproprio del terreno servivano una montagna di permessi. Comunque alla fine le sue fatiche furono premiate. A quel punto lo stabile andava dotato dei cimeli necessari.

Ancora Bresci al duro lavoro per cercare ed ottenere il materiale da esporre nel museo che conta 118 biciclette in tutte le sue evoluzioni tecniche, oltre 200 maglie da corridore, una ricca biblioteca, giornali anche dei tempi andati, documenti, 700 fotografie, trofei, targhe, una cinoteca, un archivio.

Una faticaccia per Bresci, soddisfatto però di aver realizzato il suo sogno. Dal primo giorno della gestione tuttavia tanti problemi di tutti i tipi per Bresci, che oltre a gestire il museo dirigeva l’Associazione Amici dei museo ora affidata a suo figlio Maurizio. Ed il museo viene seguito dal personale del Comune di Firenze di cui è proprietario al 65 per cento (il resto tra Provincia di Firenze, e Comune di Bagno a Ripoli).

Il nostro giornale porge ai familiari le più sentite condoglianze.

Nella foto:il museo Bartali

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