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Ciclismo, Nibali vuole il bis al Tour de France 2015 Sport

Firenze – Si al Tour de France, si alla Vuelta, si ai mondiali, no al Giro d’Italia. Il sogno? Vincere anche una classica in linea. Esordio nel 2015 a Dubai in una breve corsa a tappe. E’ questo il programma di Vincenzo Nibali stupendo trionfatore dell’ultima Giro di Francia, premiato oggi lunedì a Pontenuovo di Calenzano con il Giglio d’oro riconoscimento destinato al miglior ciclista della stagione.

Comunque il programma definitivo per Nibali verrà fissato in questi giorni a Montecatini Terme cittadina termale nella quale da stasera è in ritiro fino a venerdi prossimo l’Astana, la squadra appunto di Nibali. Su eventuali conseguenze a causa di quattro suoi compagni di squadra indagati per possibile doping, Nibali non è preoccupato più di tanto in quanto in fondo erano si dell’Astana, ma non erano componenti del suo gruppo.

Nibali ha ribadito che il suo obbiettivo centrale della prossima stagione rimane il Tour de France. Ha confessato che realizzare il bis sarebbe stupendo ed ancor più gradito perché arriverebbe in occasione del cinquantenario del successo di Felice Gimondi nella corsa francese. La consegna del “Giglio d’Oro” a Nibali e quello del “Premio Gino Bartali” alla memoria di Alfredo Martini

Sono stati i due momenti più coinvolgenti dei presenti alla cerimonia svoltasi alla Meridiana Country Hotel a Pontenuovo di Calenzano. Il riconoscimento dedicato a Martini è stato ritirato da Silvia e Milvia le figlie di questo indimenticabile personaggio del ciclismo non solo italiano.

La cerimonia, perfettamente organizzata dall’impareggiabile regista Saverio Carmagnini, comprendeva anche la consegna dei premi a Matteo Trentin, campione emergente, a cui è stato assegnato il Memorial Gastone Nencini (lo ha ricevuto da Maria Pia ed Elisabetta rispettivamente moglie e figlia del “Leone del Mugello”.

Ed ancora sul palco dei premiati il mantovano Edoardo Affini, campione europeo e quarto ai mondiali degli juniores in Spagna; mentre il Memorial Tommaso Cavorso è andato a Leonardo Brunetti di Borgonuovo di Prato quale miglior esordiente del secondo anno.

Tra i premiati pure il polacco Michal Kwiatkowski campione del mondo 2014 ed il colombiano Nairo Quintana vincitore del Giro d’Italia assenti per inderogabili impegni nei rispettivi paesi.

In sala oltre 150 persone tra gli ex campioni Francesco Moser, Franco Bitossi, Fabrizio Fabbri, Roberto Poggiali; Eugenio Giani rappresentante del Coni; il campione della ginnastica Yuri Chechi; Irene Padovani assessore al Comune di Calenzano; Franco Vita autista dell’ammiraglia azzurra e Marco Mordini consigliere di Alfredo Martini; alcuni presidenti di società ciclistiche tra i quali Giuliano Cenni dell’Itala di San Bartolo a Cintoia e Renato Masini dell’Aquila Ganzaroli di Ponte a Ema; i medici sportivi Falai e Magni. La festa si è conclusa con un pranzo al Ristorante Carmagnini del ‘500 a Pontenuovo di Calenzano.

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Domenica invece una simile festa si è svolta al Convento di Santa Lucia alla Castellina (Firenze). Un evento riuscito anche quello alla grande per la partecipazione (circa 200 persone) e per i contenuti dell’evento.  Grande commozione al momento in cui Mario Cipollini, l’ex velocista campione del mondo nel 2002, ha ricevuto il “Premio Alfredo Martini” dalle mani delle figlie del mitico personaggio Silvia e Milvia.

Il Premio “Coraggio ed avanti” invece è andato al sardo Fabio Aru, campione emergente, che il prossimo anno partirà capitano dell’Astana al Giro d’Italia.

Premiati pure Davide Martinelli campione italiano under 23; la milanese Martina Alzini; lo junior mantovano Edoardo Affini; Giovanni Iannelli di Borgonuovo di Prato; il citì della nazionale Davide Cassani; il tecnico Paolo Slongo; Franco Vita e Marco Mordini due fedelissimi di Martini; l’ex corridore livornese Roberto Ballini al quale è stato assegnato il Premio Filotex Prato.

Un bravo ai componenti del “Gruppo Amici del ciclismo” capeggiati da Giacinto Gelli ed ai Padri carmelitani Raffaele Duranti e Agostino Gelli, che guidano con grande saggezza il convento, per l’abilità con cui hanno organizzato un evento così complesso.

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