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Ciclismo, serata delle due ruote e la borraccia tra Bartali e Coppi Sport

Prato – Nel contesto del centenario della nascita di Gino Bartali e nell’ambito degli eventi collaterali della Prato Abetone si è svolta al Forum Center di Prato una  “Serata delle Due Ruote”  dove è intervenuto il figlio di Gino, Andrea, che ha raccontato tanti aneddoti di Ginettaccio con la lettura del suo libro “Gino Bartali, mio papà” insieme al nipote di Enzo Coppini, grande ciclista pratese, anche lui protagonista di un ciclismo che non esiste più. “Mio papà non era solo un campione delle due ruote ma un uomo vero e lo ha dimostrato in tutto quello che ha fatto – spiega Andrea Bartali – due sono stati i fatti che lo hanno colpito; il primo fu la morte di suo fratello proprio in bicicletta e solo grazie all’intervento di mia madre ha ripreso a correre e il secondo quando è venuto a mancare Coppi. Durante la guerra non so quante persone è riuscito a salvare grazie proprio al fatto di chiamarsi Bartali. Tour e Giro d’Italia rappresentavano per lui due momenti incredibili ma tutte le gare che ha vinto venivano considerate da lui alla stessa maniera perchè la fatica per vincerle era la medesima”.

Durante la serata sono state proiettati diversi video inediti di Bartali come la vittoria della Milano Sanremo del 1950 e quella storica al Tour de France nel 1948 ma si è discusso, grazie ad una interpretazione psicologica, dello storico passaggio della borraccia tra i due campioni. “Il passaggio della borraccia tra Coppi e Bartali è l’immagine dei valori e degli insegnamenti dello sport – spiega lo psicologo Manuel Del Santo – in quanto attraverso questo gesto si va oltre la competizione e vincono i principi fondamentali come il rispetto delle regole, l’aiutarsi, il vincere in maniera corretta, rispettare l’avversario, aiutare gli altri nel momento del bisogno e vivere secondo le regole. Ci mette in luce che è la persona il valore fondamentale rispetto alla vittoria o al risultato sportivo. Il valore della persona supera il risultato e in questo gesto tutti noi ci riconosciamo nell’uno e nell’altro campione perchè incarna i principi positivi di chi fa qualsiasi attività”. All’entrata era stata allestita dalla Bisenzia una piccola mostra con biciclette storiche e maglie di Bartali e Coppini “Mio nonno Enzo e Bartali hanno vissuto il grande ciclismo – ha detto Massimo, nipote del ciclista pratese Enzo Coppini – ma soprattutto anche dopo sono state persone che hanno trasmesso qualcosa di importante a tutti semplicemente con il loro modo di fare”

Foto: Ufficio stampa

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