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Tutti sui pedali per ricordare Bartali “postino della pace” Sport

Firenze – Torna domenica l’ormai tradizionale ciclopellegrinaggio da Terontola ad Assisi evento denominato “Gino Bartali, postino della pace”. Da sei anni ormai vive questa biciclettata. Più che un pellegrinaggio ormai sembra un rito. Un evento che varca i confini dello sport per coinvolgere aspetti umani, di fraternità. Quest’anno poi assume un significato ancora più profondo in quanto ricorre il centenario della nascita di questo indimenticabile ed impareggiabile campione fiorentino del ciclismo.

Questo esercito di appassionati, domenica saranno oltre duecento provenienti da ogni parte d’Italia, darà vita ad una carovana multicolore di pedalatori. Un’iniziativa che intende rievocare, rimettere a fuoco, episodi che fanno parte della storia non solo sportiva di questo paese.  L’idea del ciclo pellegrinaggio è stata, a suo tempo, di Ivo Faltoni, popolare personaggio del mondo delle due ruote e vecchio amico di Ginettaccio, ancora oggi regista dell’organizzazione. Ha pensato allora, e forse con ragione, che sarebbe stato un modo efficace per presentare a tutti un Bartali diverso da quello popolare ed acclamato di campione del ciclismo.

Un Bartali che interpreta un ruolo diverso, pieno di pericoli, durante la seconda guerra mondiale. In quei giorni, in sintonia con due grandi personaggi di Firenze, quali il Cardinale Elia della Costa ed il senatore Giorgio La Pira, offrì la sua collaborazione alla lotta contro le persecuzioni dei nazifascisti. Mise la sua grande popolarità al servizio di una organizzazione che lavorava nell’ombra nel tentativo di “salvare” (in prevalenza ebrei) più perseguitati possibile dalla caccia dei nazisti.

Bartali, in perfetta tenuta da corridore ed in sella alla sua bici da corsa, si fermava alla stazione di Terontola (c’è anche uno stele a ricordo) facendo credere che la sosta era per prendere un caffè. In realtà entrava in contatto con persone impegnate, come lui, in quel delicato e rischioso compito.

Nel tubo reggisella della sua bicicletta da corsa Bartali nascondeva foto, documenti e nominativi che servivano poi per stampare carte di riconoscimento false con le quali i perseguitati riuscivano ad evitare la cattura da parte dei nazisti.

Da Terontola risaliva in sella e pedalava, facendo credere di essere in allenamento, fino ad Assisi per consegnare quel materiale utile a stampare documenti falsi. Nella città di San Francesco i punti di riferimento di Bartali erano il Monastero di clausura di San Quirico (suor Alfonsina e suor Eleonora gli preparavano anche dei panini che Bartali avrebbe mangiato durante il suo ritorno a Firenze); il Convento di San Damiano dove si incontrava con Padre Rufino Niccacci e la Curia vescovile dove era ricevuto dall’arcivescovo Niccolini.

Dunque domenica di prima mattina maxi raduno a Terontola. Tutti, giovani e meno giovani, rigorosamente con indumenti da ciclista e con tanto di bicicletta sportiva se non proprio da corsa. I convenuti renderanno omaggio allo stele di Gino Bartali, ascolteranno il saluto del parroco don Alessandro Nelli, e subito dopo inforcando la bicicletta si muoveranno alla volta di Assisi. Questo serpentone di ciclisti pedalerà per settanta chilometri. Terontola, Tuoro sul Trasimeno, Passignano, Magione, Mantignana, Perugia, Ponte San Giovanni, Sant’Egidio, Ripa, Bastia Umbra, Madonna di S.Maria degl’Angeli, Assisi.

Alle ore 12 assisteranno alla Santa Messa nella Basilica di San Francesco durante la quale verranno ricordati Gino ed Adriana Bartali che oggi riposano, uno accanto all’altra, nel cimitero di Ponte a Ema. Dopo la funzione religiosa la carovana si ritroverà in Piazza San Francesco per ricevere il saluto di Padre Mauro Gambetti custode del Sacro Convento e di diverse personalità non solo sportive.

E per assistere alla premiazione delle squadre e dei singoli ciclisti, tra i quali gli ex campioni Marino Vigna e Livio Trapè in quanto “fedelissimi” di questo evento, da parte degli organizzatori della ciclo pellegrinaggio.
Al vertice della lunga lista dei premi quelli del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dei presidenti del Senato Pietro Grasso e della Camera dei deputati Laura Boldrini. Infine tutti alla mensa a mangiare qualcosa ed a scambiarsi un arrivederci al prossimo anno.

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