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Ciclo: un esercito di eletti, la Toscana quasi dimenticata Sport

Firenze – Le società ciclistiche riunite in assemblea a Rovereto (254 delegati in rappresentanza di 3300 club, atleti e tecnici) hanno confermato Renato Di Rocco presidente della Federazione ciclistica italiana. Il 70enne dirigente romano ha avuto la meglio nel duello con Norma Gimondi, 47enne avvocatessa, figlia del mitico campione Felice Gimondi (125 voti contro 79). Così Di Rocco si appresta ad affrontare il suo quarto mandato al vertice del ciclismo italiano (è presidente dal 2005).

TRE VICE PRESIDENTI

Daniela Isetti di Salsomaggiore Terme (100 voti); Rocco Marchigiano di Torino (88) e Michele Gamba di Bergamo (88).

CONSIGLIERI FEDERALI

Ciucci Maurizio (voti 78), Fantoni Gianpaolo (63); Crisafulli Giannantonio (62); Battistela Bruno (47); Lodi Corrado (41); in rappresentanza degli atleti Elena Valentini e Federico Campoli.

TRIBUNALE FEDERALE

Prima sezione : Salvatore Minardi presidente; Alessia Beghini, Carlo Iannelli, Elisabetta Antonini e Massimo Rosso componenti.

Seconda sezione : Adriano Simonetti presidente, Laura Olivieri, Monica Villa, Andrea Leggieri e Mariano Parisi.

   CORTE D’APPELLO FEDERALE

Prima sezione : Antonio Villani presidente; Barbara Baratto Vogliano, Decio Barili, Claudio Cesare Iacovoni, Giuseppe Febbo componenti.

Seconda sezione : Jacopo Tognoni presidente; Martina Adami, Miriam Zanoli, Rosita Gervasio, Gianluca Gulino.

Nell'”esercito” di eletti due soli i rappresentanti della nostra regione. Uno è Maurizio Ciucci di Buti (Pisa) eletto consigliere; vigile del fuoco; già componente della Ciclistica Butese; padre del dilettante èlite Manuel in forza della Gragnano Luca.

Ciucci è dirigente molto apprezzato non solo dal ciclismo toscano, ma a livello nazionale tanto è vero che tra i consiglieri eletti è quello che ha ottenuto più voti.

L’altro eletto è l’avvocato Carlo Iannalli dirigente di vertice della Ciclistica Pratese, ma pronto a collaborare con la sua esperienze la sua passione a qualsiasi iniziativa in favore del ciclismo.

Dunque la Toscana è stata ignorata o quasi. Una circostanza che provoca tanta amarezza, sorpresa, un senso di ingiustizia verso una delle regioni più attive in tutti i settori – agonistico, organizzativo, tesserati – nel mondo delle due ruote.

Ed è la regione che ha contribuito in modo fondamentale alla leggenda del nostro ciclismo con i suoi campioni a partire dagli “storici” Gino Bartali, Fiorenzo Magni e Gastone Nencini per proseguire con Bitossi, Ballerini, Cipollini, Bettini. Ed il padre nobile di questa disciplina Alfredo Martini, che nel ruolo di commissario tecnico, ha portato al nostro ciclismo nei campionati mondiali sei maglie iridate, sette medaglie d’argento ed altrettante di bronzo.

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