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Ciechi: a Firenze si creino zone a 30 km orari Notizie dalla toscana

Il Comune di Firenze crei le zone 30, ovvero aree in cui è proibito procedere a più di 30 chilometri all’ora. Dopo la pedalata in tandem alle Cascine, lo chiedono l’Unione italiana ciechi di Firenze e l’Associazione città ciclabile che si rivolgono ancora una volta all’amministrazione comunale. “Non c’è più tempo da perdere – affermano Antonio Quatraro e Carla Lucatti, rispettivamente presidenti Uic e Acc -. A Firenze nell’ultimo anno quattro ciclisti sono morti dopo essere stati investiti. Molti incidenti potrebbero essere evitati se in questa città si pensasse non solo alle ‘zone 30’, ma anche a contrastare in modo serio la sosta selvaggia. Vediamo sempre più auto lasciate in doppia fila, sulle strisce pedonali, sui marciapiedi e sulle ciclabili”. Non solo. Per “evitare la guerra tra poveri”, ovvero tra ciclisti e pedoni, vedenti e non, è urgente pensare “ad un piano per la sosta delle bici, ovvero all’installazione di un numero sufficiente di rastrelliere”. Solo così le biciclette legate ai pali, pericolosissime soprattutto per chi non vede, diventeranno un vecchio ricordo. “Durante i recenti lavori di riqualificazione di via Il Prato – accusa Lucatti, – sono stati sì realizzati posti per auto e motorini. Peccato però che nessuno abbia pensato anche alle bici”. “La velocità – riflette Quatraro, – è uno dei pregi della nostra moderna società. Ma proprio perché è un dono della nostra tecnica ne va fatto buon uso. Altrimenti rischiamo di perdere gli altri doni, in primis quello della vita”.

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