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Cile: verità e ambiguità in una rivolta di popolo Opinion leader

Prato – Dopo i fatti di ottobre in Cile che hanno visto la grande marcia per le strade della capitale Santiago con oltre un milione di persone per protestare contro il governo del presidente Sebastian Pinera, reo di aver aumentato i costi del trasporto pubblico, oggi Plaza Italia è tornata alla normalità?

Ce lo chiediamo a fronte di notizie che girano sui social poi però smentite e che riguardano in special modo le donne. Stiamo parlando di El Mimo Daniela Carrasco e di Albertina Burgos di professione fotografa. Due morti sospette che hanno indignato l’opinione pubblica e fatto gridare al femminicidio di Stato anche se la verità che emergerebbe sembrerebbe un’altra.
E se per la El Mimo si è accertato il suicidio grazie anche ad una lettera ritrovata in casa che attesterebbe la sua volontà di farla finita, su Albertina Burgos che non era una fotoreporter ufficiale ma una tecnico delle luci con la passione della fotografia le indagini della sua morte si concentrerebbero in ambito familiare e tra chi la conosceva al punto che circola la voce di un delitto passionale.

Ne abbiamo parlato con una giovane donna italiana S.G.che vive a Santiago del Cile che raggiunta telefonicamente ci ha detto ad esempio sulla libertà di stampa che essa è “libera come in tutti i paesi in cui c’è una sommossa popolare credo.. come penso però che i giornalisti abbiano un ruolo fondamentale in certi processi e spesso le notizie non sono verificate… Mi è capitato di smentire molti video che stavano circolando che erano antecedenti”.
E su  quanto accade oggi in tutto il Cile: “Vorrei dirvi che oltre alla violenza si nota un cambiamento fortissimo nella società; ogni settimana ci sono assemblee, riunioni per discutere sulla costituzione e su molti temi sociali. Partecipano persone comuni, artisti, scrittori, avvocati.. Ed è doveroso che arrivi anche la parte che resiste e non solo nelle manifestazioni…”
E ci inoltra l’ultimo video di Human Rights Watch che attesta  quanto accaduto in Cile nei giorni scorsi. Dal filmato si evince l’uso eccessivo della forza da parte della polizia e dei militari che ha fatto scattare una serie di denunce per la violazione dei diritti umani da parte di Human Rights Watch (Hrw) e di Amnesty International.
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