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Il cinema muto italiano rivive nelle note dei Giardini di Mirò My Stamp

Sette anni dopo la memorabile sonorizzazione de “Il Fuoco” di Giovanni Pastrone, i Giardini di Mirò tornano a confrontarsi con un altro capolavoro del cinema muto, “Rapsodia satanica” di Nino Oxilia,  realizzato nel 1917 ed interpretato dalla diva del cinema muto Lyda Borelli

Musica e immagini si intrecceranno sabato 25 ottobre allo Spazio Alfieri di Firenze  nell’ambito di una serata-evento organizzata da Reality Bites. Nell’occasione i Giardini di Mirò riproporranno anche “Il Fuoco”, pubblicato recentemente in dvd+cd con le musiche originali della band emiliana. Nell’anno del centenario di “Cabiria”, due set di sonorizzazioni musicali dal vivo, due pellicole a confronto, le storie di due femmes fatales nelle suggestioni cinematografiche del primo ‘900. Il cinema muto rivive dalle note di una band innovativa come I Giardini di Mirò.

Nuovo album a tutti gli effetti quindi e non un progetto speciale, “Rapsodia Satanica” è un componimento estremamente libero, dove le componenti  tipiche della rapsodia, dell’improvvisazione, della libertà compositiva e delle variazioni ritmiche ed armoniche sembrerebbero promanare da Mefisto in persona. Verrete trasportati quindi dal volto cereo di Lyda Borelli, seducente musa dell’inizio del XX secolo, dal suo sorriso ammiccante, considerando l’epopea del cinema muto ed il sogno di un arte che sta per nascere.  “Rapdosia Satanica”:  una lunga suite strumentale che riporta in musica la voce di un moderno rapsodo, con il suo canto tra lirismo ed epicità. Le registrazioni, realizzate per lo più in presa diretta, limitando al massima le sovraincisioni, testimoniano e rafforzano l’intento di dare al suono una terza dimensione, quasi dovesse uscire dal disco ed accerchiare l’ascoltatore. Per la band non si tratta della prima esperienza di questo tipo; ma diversamente delle esperienze precedenti le musiche di “Rapsodia Satanica” introducono nuovi elementi, si sentono influenze blues, sonorità mediterranee e orientali, influenze di musica contemporanea e ambient, il tutto all’interno di quelle trame musicali che caratterizzano il suono dei Giardini di Miro’ sospeso tra post rock, elettronica, psichedelica e noise. Un amalgama sonoro razionale ed epico tra cuore e cervello. Nel disco suonano Jukka Reverberi (chitarra, basso, elettronica, armonica, voci), Corrado Nuccini (chitarra, elettronica), Emanuele Reverberi (violino, tromba, saz, campane) Luca di Mira (pianoforte, tastiere), Andrea Mancin (batteria) Lorenzo Cattalani (batteria), Mirko Venturelli (basso)

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