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Cinema e Oriente al caffè letterario delle Murate Cinema

Firenze – Al Caffè letterario delle Murate lunedì 26 La Bottega del Cinema presenta per la rassegna Cinema tra filosofie e religioni orientali. Si parte alle h 18:00 con Milarepa Di Liliana Cavani liberamente tratto da “Tibet’s Great Yogi Milarepa”. Con Lajos Balazsovits, Paolo Bonacelli, Marisa Fabbri – Italia – 1974 – 108′.  Il personaggio principale, Leo, è un giovane tibetologo italiano che ha appena finito di tradurre Vita di Milarepa (testo che Liliana Cavani aveva letto in traduzione inglese e che ancora non era stato reso in italiano) e che si ritrova coinvolto in un incidente automobilistico con il suo professore e sua moglie. Nell’auto distrutta e fuori strada in aperta campagna, Leo inizia a raccontare quanto ha finito di tradurre. Il film quindi si trasferisce in un Tibet volutamente irrealistico e fuori del tempo, in cui la vita di Milarepa viene mostrata attraverso gli stessi attori protagonisti, Leo, il professore e sua moglie. Solo alla fine del film la scena torna all’auto incidentata e gli attori riprendono i loro ruoli “occidentali”.

Alle 21,30 Il Gabbiano diJohnatan Livingstone di Hall Bartlett, dal libro di Richard Bach. Musiche di Neil Diamond – USA- 1973 – 120′ Il gabbiano Jonathan è diverso dagli altri: non si accontenta infatti delle normali attività che gli competono e aspira alla perfetta conoscenza delle cose. Incontrata la riprovazione dei compagni, che lo cacciano, Jonathan gira il mondo e, divenuto saggio, affida prima di morire ad un altro gabbiano il compito di perseguire i suoi intenti.

Infine alle 23 Anam, il Senza Nome di Marco Zanot. Breve film – intervista a Tiziano Terzani – Italia – 2004 Ultima testimonianza filmata di Tiziano Terzani, scomparso poco tempo dopo proprio nel suo ritiro dell’Orsigna, sulle montagne toscane, dove si sono svolte le riprese. Lo scrittore e giornalista, grande conoscitore dell’Oriente, per trent’anni corrispondente dall’Asia del settimanale tedesco Der Spiegel e collaboratore di La Repubblica e del Corriere della Sera, racconta se stesso in una sorta di “testamento spirituale” in cui si affollano pensieri e riflessioni sulla vita e sul mondo.

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