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Cinema sport e disabilità: incontro con il coach Marco Calamai Cinema, Società, Sport

Firenze – Martedì 4 dicembre in anteprima nazionale, proiezione alle ore 21 al Cinema Stensen del film “Non ci resta che vincere” e l’incontro con l’allenatore Marco Calamai, tecnico di basket fiorentino, per 12 stagioni coach in serie A e da 23 anni allenatore di giocatori con disabilità intellettiva.

Non è sicuramente casuale che martedì questo film venga introdotto dalla testimonianza del coach Calamai. Il film infatti racconta la storia dell’incontro di un allenatore spagnolo professionista di basket di nome (guarda caso) Marco con una squadra composta di giocatori con disabilità mentale.

Il Marco del film, sorpreso alla guida in stato di ebbrezza, viene condannato con una pena ai servizi sociali. Dovrà, suo malgrado, allenare una squadra di ragazzi disabili. L’allenatore, fino ad allora chiuso in un mondo dorato, e per questo molto lontano da tematiche  sociali e di integrazione, scoprirà una realtà ricca di umanità e questa esperienza diventerà per lui una vera lezione di vita.

Marco Calamai, invece, questo mondo della disabilità lo ha scelto spontaneamente, decidendo nel lontano 1995 che il mondo del basket professionistico, frequentato da allenatori ininterrottamente per 365 partite in 12 anni di serie A poteva fare a meno di lui.

Da allora Calamai allena solo squadre composte da giocatori con disabilità mentali con grande gioia personale e con risultati importanti sul piano del divertimento e dell’integrazione di ragazzi minori ed adulti. L’esperienza di una pallacanestro per tutti ha fatto proseliti visto che ben 31 centri in Italia seguono la sua metodologia di basket integrato con oltre mille giocatori speciali e normodotati coinvolti

Anche a Firenze il progetto è presente da quando nel marzo del 2008 a Palazzo Medici Riccardi, su invito dell’allora presidente della Provincia Matteo Renzi, venne presentato il secondo libro sul tema di Marco Calamai “Uno sguardo verso l’alto” edito da Franco Angeli, da 10 anni prosegue il progetto “Over limits Firenze” ogni lunedì dalle ore 15 alle 16,30 nella palestra di San Marcellino sono coinvolti nell’attività di basket per tutti la Cooperativa sociale Matrix la Pallacanestro Florence, l’Istituto Elsa Morante e l’agenzia di stampa “Firenze viola supersport”, gli assessorati allo sport del Comune di Firenze e della Regione Toscana, oltre 50 ragazzi tra disabili e norma dotati sono coinvolti nell’attività insieme ad educatori, tecnici, insegnanti, volontari.

Questo progetto di basket ideato da Calamai punta a sfruttare la capacità di comunicazione insita nella palla per mettere in relazione persone alle prese con gravi problematiche chiuse in un mondo di paura, solitudine, dolore.

La filosofia che ispira questo programma di lavoro è quella dell’accoglienza e dell’accettazione nel gioco e dal gioco non viene escluso nessuno, giocano insieme il ragazzo autistico che ha impegnato mesi o anni a toccare per la prima volta la palla, il ragazzo con un lieve ritardo abile e capace ed il giocatore normodotato generoso e disponibile in una esperienza che si pone l’obiettivo primario della vera integrazione riescono a farlo perché condividono un progetto educativo che unisce e non divide che fa dell’accettazione dell’altro un principio e dell’attesa di ognuno una regola. La frase manifesto che unisce i ragazzi disabili e non delle squadre di Calamai è “se io ci sono riuscito, riuscirai anche tu”.

La sfida che lancia il progetto di Calamai si basa su alcuni punti fondamentali: 1) dare voce a persona che non ce l’hanno o che parlano troppo piano, ma che fanno capire quali sono i loro bisogni e desideri a chi li sa ascoltare; 2) scoprire la magia della palla e come il passaggio di questo strumento unico di relazione rappresenti un primo passo verso la comunicazione verbale; 3) puntare sul lavoro in palestra e non solo, sulle qualità di ogni ragazzo che si ha di fronte, al di la dei limiti sfruttano il piacere e il divertimento del gioco per la crescita tecnica ed umana di ogni giocatore; 4) riscoprire e valorizzare concetti e principi ignorati, allontanati, dimenticati dallo sport di squadra odierna quali l’attesa, gli ascolti, il silenzio, il tempo vuoto, il gruppo.

Questo progetto over limits di basket integrato ed innovativo perché si basa su un metodo ormai consolidato, chi non lo rifà solo ad uno schema fisso di principi, ma ad un percorso di ricerca e di sperimentazione che va al di la’ della strada conosciuta e codificata, stimola  alcune riflessioni e suggerisce alcune proposte.

La prima è quella di permettere a tutte le persone con disabilità di giocare per il piacere di farlo e non con il fine di curarsi. In sostanza diritto al gioco e non solo alla cura. Un’altra riflessione riguarda la necessità di rivedere ed integrare tanti testi sulla disabilità mentale ormai superati dai tempi e dalle nuove esperienze. Molti dei ragazzi coinvolti nell’attività di pallacanestro speciale possono fare molto di più di quello che è scritto su troppi libri. Un altro tema importanti suggerito da questa esperienza è quello che una vera reintegrazione di questi ragazzi è possibile progettare a condizione che non vengano lasciati soli ad affrontare i vari esami del mondo.

Un gruppo unito e coeso permette di affrontare meglio e con più sicurezza qualunque prova e di questo ne dà una conferma utile e puntuale il lavoro in palestra, una proposta interessante che scaturisce dal progetto è quella di formare gruppi di gioco “misti” composti da ragazzi caratterizzati da patologie diverse, ma capaci di integrarsi e valorizzarsi proprio nella diversità di ognuno e aperti ai ragazzi normodotati che siano di stimolo ed esempio per le persone in difficoltà e che a loro volta si possano arricchire in uno scambio dal significato profondo.

Da valutare attentamente, infine, il suggerimento proposto da Calamai di rendere possibile l’iscrizione dei gruppi misti composti in buona parte da ragazzi disabili all’interno di società sportive di normodotati, così che l’integrazione sia naturale e l’emulazione dei più bravi diventano strumenti di crescita.

Foto: bolognabasket

 

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