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Cinghiali e proposta Remaschi, Gabbievuote dalla parte dell’ecologia Cronaca

Firenze –  “Non si pensa neppure per un attimo ai cinghiali quali esseri senzienti (art. 13 del Trattato di Lisbona), esseri con coscienza (Dichiarazione di Cambridge), animali tra i più intelligenti, strutturati come gruppo familiare, con le mamme che curano amorevolmente i propri piccoli; animali che provano dolore e paura proprio come noi e per i quali la domanda non sarebbe: sanno parlare? Ma, possono soffrire? – Jeremy Bentham. Ma, poichè questa domanda non ce la poniamo, dimentichiamoci di essere umani, francescani, vinciani. Dimentichiamocelo. Siamo esseri primitivi, con una coscienza oscurata, con una capacità di violenza che la cultura non riesce a frenare. Trasferirla dall’animale all’uomo è facile. Lo disse Ovidio 2000 anni fa. La società del terzo millennio è però alle porte. E rinnega la preistoria”. Sono le parole di Gabbievuote onlus Firenze nel commentare la proposta di legge della Regione Toscana per il controllo numerico dei cinghiali, che risponderebbe all’ordine “Uccidiamo 250.000 cinghiali”.

E’ indubbio che le conoscenze dell’ecologia, l’operato delle associazioni ambientaliste, le decisioni di molte amministrazioni, hanno fatto maturare nella società una sensibilità e una consapevolezza, prima impensabili, riguardo all”importanza degli equilibri naturali, delle specie animali e vegetali che ne fanno parte. Sopratutto laddove questi equilibri si sono persi per azioni non sagge, per ignoranza incolpevole o per interesse economico, al prezzo di degrado, malattie, sofferenze, disastri. Cause ed effetti che sono parte della storia di noi uomini, e che purtroppo non interessano solo la natura e le sue specie viventi. Tuttavia ciò non ci esime da intraprendere azioni ecologicamente positive, che partono anche da queste ultime. Un altro modo è possibile, per prevenire e curare gli squilibri uomo-natura. In questi giorni sul tavolo della discussione e delle scelte c’è il controllo faunistico dei cinghiali in Toscana.  L’Associazione Gabbie Vuote Onlus Firenze, scrive una lettera aperta ai mass media e per conoscenza al presidente e agli amministratori della Regione Toscana, sottolineando, appunto, l’importanza di affrontare un problema di squilibrio ecologico all’interno delle leggi dell’ecologia.

“Con la proposta Remaschi si chiede la morte di centinaia di migliaia di cinghiali, per tre anni, tutto l’anno.
Non si riconosce affatto – scrive Gabbievuote – quanto sarebbe semplice eliminare il problema del sovraffollamento, non si pensa neppure a quello semplice e diretto: vietare l’allevamento, il trasporto, il ripopolamento. E non si pensa neppure ai metodi ecologici imposti dalla legge: barrriere elettrificate (in Slovenia le recinzioni elettriche per proteggere il mais dai cinghiali hanno avuto un’efficienza del 100%), vaccino anticoncezionale in avanzato stato di sperimentazione,  politiche di riforestazione adeguate per consentire al cinghiale il nomadismo sua primaria e irrinunciabile caratteristica etologica,  “risolvere il frazionamento e permettere la continuità dei territori come fatto in altri paesi europei (e forse è proprio in questo ostacolo al nomadismo che si possono ravvisare le cause principali dei danni provocati dai cinghiali alle colture agricole”  spiega il prof. Franco Nobile, conosciutissimo cacciatore ed esperto di cinghiali.

“Leggiamo continuamente sui quotidiani avversi ai cinghiali e agli animali in genere – prosegue Gabbievuote – , notizie alterate e devianti sulla loro invasione. Mangiano l’uva, mangiano i cereali, mangiano le castagne, mangiano il cibo dei cani, assalgono le persone…… insomma un elenco dei più vari e irridenti all’etologia di questi animali.
Non si parla mai però di ecologia, del danno ai boschi e alle foreste, della frammentazione dei territori, dell’esaurimento delle risorse alimentari per la fauna selvatica, dell’arrogante e prepotente capacità umana di accusare e mai dichiararsi colpevole.
Questo invece siamo: colpevoli”.

“Colpevoli di allevare cinghiali alloctoni incrociati con i maiali domestici per ottenere animali con maggiore massa corporea e quindi più carne per i nostri fabbisogni – prosegue Gabbievuote – e non certamente per le “mense dei poveri” come suggerisce (in sordina per non far ridere chi legge) il consigliere regionale Remaschi a cui si deve la proposta di legge per lo sterminio di centinaia di migliaia di cinghiali in Toscana.
Colpevoli di averli introdotti e introdurli in ambienti sfruttati, impoveriti, ormai invasi dai cacciatori, preclusi ai comuni mortali  (tant’è che qualche politico si erge a benefattore auspicando o promuovendo il divieto di passeggiate nei boschi per i normali cittadini durante il periodo di caccia). Una democrazia a contrario: boschi usufrutto delle minoranze vietati alle maggioranze”.

Colpevoli di incapacità gestionale di un bene comune: i boschi, di un  patrimonio indisponibile dello Stato (art. 1 legge 157/92): la fauna selvatica, addirittura tutelato nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale e non di 80.000 cacciatori toscani, alcuni agricoltori, alcuni armieri, alcuni ristoratori, alcuni norcini. Coloro che della violenza verso esseri senzienti hanno fatto il loro maggiore investimento “morale”, emarginando 3 milioni di cittadini che si dichiarano contrari a tale violenza.

“I cinghiali (gli animali tutti) soggiacciono invece alla legge biologica della capacità portante (carrying capacity) e non invadono bensì errano nei boschi in cerca di quell’ambiente compatibile – conclude Gabbievuote –  che viene loro negato, “sono  amanti della quiete, rifuggono il rumore e la presenza umana, provano un forte desiderio di tranquillità; se questi ungulati vanno ad alimentarsi nei campi coltivati significa che non trovano nel bosco le risorse necessarie; i numerosi ostacoli al nomadismo  sono un’altra causa dei danni all’agricoltura…  ” Lo dice il prof. Franco Nobile, oltrechè noto cacciatore ed esperto di cinghiali, anche collaboratore di riviste specializzate, docente in Semeiotica chirurgica all’Università di Siena, specialista in Oncologia, Dirigente della Federazione Italiana della Caccia, già presidente dell’Unione Nazionale Cacciatori Cinghialai”.  A proposito di “sgrufolamento”, i cinghiali non rovinano il sottosuolo, ma ne producono l’aerazione indispensabile a favorire la germinazione dei semi (Franco Nobile)..

 

 

 

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