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Cinque giorni per ricordare l’elfo pittore Cultura

Il 12 ottobre del 2011 il corpo senza vita di Efisio Batzella venne ritrovato in un fosso lungo via Scopeti. Ogni soccorso fu inutile in quanto il cinquantottenne era stato stroncato da un improvviso malore durante una passeggiata. Mentre il corpo veniva rimosso dal ciglio della strada, su Facebook i cittadini di San Casciano aprivano il gruppo "Ciao Efisio", che in breve registrava un innumerevole numero di contatti ed interventi. Efisio, così lo ricordano i Sancascianesi, viveva in Val di Pesa dagli anni Novanta. Era un senza fissa dimora, anche se la sua dimora in realtà erano i boschi. Spesso compariva in paese per intrattenersi con giovani e meno giovani. Viveva di espedienti, ma non era il classico clochard di città. Estroso e geniale, il cinquantottenne di origini sarde amava dipingere. E, in fin dei conti, lo faceva anche bene. Astrattista, colorava quello che gli capitava sotto mano e con quello che aveva a disposizione. Aveva eletto a suo personale atelier il laboratorio della locale corniciaia, che lo accoglieva di buon grado mettendogli a disposizioni i materiali di recupero della sua attività. La sua arte era tanto apprezzata a San Casciano che molti avevano "acquistato" per pochi euro i suoi lavori. Opere che, dal 16 al 20 maggio, sono esposte presso la Biblioteca Comunale sancascianese per la mostra "Un Elpho a San Casciano", organizzata dal Circolo La Volta con il patrocinio del Comune di San Casciano e grazie a Giulio Nesi, che ha profuso tutto il suo impegno per l'allestimento (curato da Rosanna Scarpelli) di questa esposizione in ricordo del pittore scomparso.
efisio22.JPGPortava occhiali scuri, Efisio. In testa aveva sempre due cappelli. Perché, come soleva dire, la testa dev'essere ben coperta, altrimenti le idee scappano. Dipingeva quello che vedeva intorno a sé, dai cavalli alle vele che solcano il mare. Ma sempre con una vena astrattista e con un tocco tutto personale. Firmava le sue opere come "Elpho" o "Efy", quasi a definirsi, esso stesso, elfo dei boschi di Decimo, dove viveva in un riparso di fortuna che da solo si era costruito. Dopo che il Comune si era adoperato per garantire un funerale al pittore, accollandosi le spese per la cerimonia funebre e la tumulazione che i parenti sardi di Batzella non riuscivano a pagare, i cittadini sancascianesi tributano un ultimo omaggio ad uno dei loro pittori preferiti. Un pittore di strada le cui opere sono appese ai muri delle loro case. Già, perché la mostra è stata allestita grazie al contributo dei Sancascianesi che hanno messo a disposizione i dipinti che avevano acquistato dall'Elpho.

Orario di apertura al pubblico della mostra: 9.00-13.00 e 15.00-17.00. Ingresso gratuito.

Foto per gentile concessione di Maria Lucia Bianchi

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