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Mario aspetta, abbiamo già Balotelli e Monti… Sport

L’affermazione di Cipollini ha naturalmente destato scalpore, tra gli addetti ai lavori e non solo, che si sono chiesti per quale motivo un onesto ex campione debba rovinarsi (o quanto meno correre il rischio di) la reputazione tornando alle corse. Qualcuno che ha provato a farglielo capire c’è stato. E non si è trattato di nomi a caso. Francesco Moser, campione del Mondo su strada e su pista e già autore nel 1994 di un fugace rientro a 42 anni, gli ha consigliato di lasciar perdere e andare in crociera con lui… Per l’attuale detentore della maglia iridata e unico erede al trono di miglior velocista di sempre, Cavendish dall’Isola di Man, “è un grande, ma corse e volate non sono più come prima. Il mondo del ciclismo è cambiato, non so”. Per Luca Guercilena, tecnico tra i più preparati, oggi al servizio del team RadioShack, “Mario farebbe fatica in una Sanremo. Molto meno a fare 7-10 giorni di una grande corsa a tappe senza difficoltà altimetriche all’inizio”. Un dato che fa riflettere. Converrebbe a una squadra puntare su un grande nome (Cipollini è pur sempre un ex campione del Mondo che in carriera ha ottenuto 189 successi di cui 57 nei tre grandi giri, così suddivisi: 42 al Giro d’Italia, 12 al Tour de France e 3 alla Vuelta di Spagna. Per non parlare poi del titolo italiano e di classiche come la Milano-Sanremo e la Gand-Wevelgem, vinta tre volte) che però non servirebbe in corse di un giorno e che potrebbe resistere la prima settimana di un grande giro a patto che non ci sia sul percorso neppure un cavalcavia, a scapito di un giovane da lanciare, o sempre di un usato sicuro, ma almeno sicuro perché ha dieci anni meno di Mario, nessun anno di stop e la stessa voglia di correre? Non sta a noi dirlo, ma la storia sportiva ci insegna che i rientri, salvo casi sporadici (George Foreman, che tornò campione del Mondo dei pesi massimi nella boxe 23 anni dopo il primo titolo e con dieci anni di stop nel mezzo; Lance Armstrong nel ciclismo, terzo al Tour nel 2009 dopo averne vinti sette consecutivamente dal 1999 al 2005, anno del ritiro), portano a poco (vedi Bjorn Borg o Michael Schumacher). Insomma Mario, pensaci. Anche solo perché l’Italia di gatte da pelare col tuo nome (Balotelli, Monti…) ne ha già per un bel po’…

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