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Cisl, Furlan a Firenze: “Riforma Pa non si fa con twitter” Società

Firenze – Consiglio generale Cisl Toscana, a Firenze. Le parole del segretario nazionale Anna Maria Furlan sulle banche popolari riguardano la recente legge che prevede la trasformazione delle stesse in S.p.a.: “Erano l’unico elemento di partecipazione dei lavoratori alla gestione della banca. Non sono mai state coinvolte in scandali, hanno il merito di aver erogato risorse alle piccole e medie imprese e alle famiglie. Il governo farebbe bene a rivedere la sua posizione”. Molte critiche al governo su alcune riforme, qualche invito a un cambio di rotta e un apprezzamento per l’operato di Napolitano.

Insomma, non sono proprio complimenti al governo, quelli che il segretario della Cisl lancia da Firenze. Le priorità per l’Italia sono altre rispetto a ciò che viene sventolato, secondo il sindacato: povertà, disoccupazione, tutele: “Sento parlare del patto del Nazareno – ironizza Furlan – invece vorrei sentir parlare di un patto del lavoro e dello sviluppo”.

Il tweet del ministro Madia ha fatto discutere a tutti i livelli: “#riformaPa. Mobilità sbloccata: 1.071 dipendenti pubblici verso gli uffici giudiziari, dove c’era carenza di personale. Priorità a quelli delle Province”. Per Furlan è necessaria un’apertura di dialogo con i sindacati, un tavolo di confronto su un tema così importante: “Incredibile che il governo gestisca la riforma delle pubbliche amministrazioni su twitter. La ministra twitti meno e faccia di più la ministra.”

L’appoggio va invece alla nuova legge elettorale, considerata senza dubbio migliore di quella precedente, e un invito: “che facciano presto”. Accolte positivamente anche le misure di quantitative easing (acquisto di titoli di stato dei paesi UE) probabilmente previste dalla BCE: “Dobbiamo fare un’Europa degli investimenti, del lavoro, e dire basta al rigore: la recessione ha rottamato il fiscal compact, bisogna rivederlo”.

Per Riccardo Cerza, segretario toscano Cisl, questo consiglio generale servirà anche a fare il punto sul lavoro in Toscana: “Spero che il 2015 rappresenti l’inizio dell’uscita dalla crisi, ma dobbiamo darci da fare, occorre reimpostare un modello economico e sociale diverso. La nostra regione deve diventare un territorio che accoglie gli investimenti, e per agevolare questo è necessario uno snellimento della burocrazia e un innalzamento della produttività del territorio. Le multinazionali devono essere accolte in Toscana”.

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