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Città Metropolitana: approvato lo statuto Politica

Firenze – Il Consiglio metropolitano di Firenze ha approvato stasera lo Statuto della Città Metropolitana. Favorevoli i consiglieri del Pd. Hanno votato contro Forza Italia, Territori Beni Comuni e il Movimento Cinque Stelle. La votazione è stata preceduta dalla votazione di emendamenti al testo, già sottoposto al vaglio dell’Assemblea in una seduta precedente. “Dobbiamo rafforzare valore democratico della Città metropolitana – ha detto il consigliere Pd Sandro Fallani – Puntiamo a migliorare la qualità istituzionale e la qualità della vita  di ciascun residente nella città. Ogni cittadino di ogni parte del territorio deve avvertrire che la città metropolitana gli è utile”.

Per Marco Semplici (Forza Italia) “il percorso è stato faticoso. Siamo riusciti ad arrivare a una sorta di conferenza dei capigruppo. Statuto low cost? D’accordo, ma andava fatto bene. Mi sono sempre definito minoranza, senza definirmi forza di opposizione proprio per sottolineare la volontà costruttiva, alla ricerca di uno spirito unanime. Sarebbe stato bello avere avuto un contatto con le altre Città costituenti. Per avere una visione di insieme si è faticato tanto, ma faremo gli stati generali a gennaio, a Statuti approvati”. Dunque Semplici ha annunciato voto contrario allo Statuto.

Il Sindaco Dario Nardella è intervenuto a riguardo, spiegando che le scadenze sono state indicate dalla legge. Certo il tempo è stato poco, tuttavia questo non ha limitato il dialogo e la libertà di ciascuno nel portare il proprio contributo, consentendo convergenze e anche posizioni unanimi. Questo passaggio è estramente importante ma è il primo punto di una fase costituente che attraverserà i prossimi mesi, per far crescere un nuovo soggetto che si misurerà con problematiche complessissime e strumenti innovativi come il Piano strategico. Questo spirito costruttivo e pragmatico offerto da tutti non deve venire meno.
Saverio Galardi (Movimento Cinque Stelle) ha lamentato “una fretta dettata in modo artificioso da una legge creata da un gruppo politico. Si vara un nuovo ente che avrà grande importanza ma si è voluto farlo in tre mesi senza risorse, senza funzioni, dettando tempi ridicoli per un atto fondamentale come lo Statuto. Si sta creando una sorta di oligarchia dei vincitori. Questo ente sancisce l’autoreferenzialità della politica. Non condivido questo percorso e perciò voterò contro l’approvazione di questo Statuto”.

Alessio Biagioli (Pd) ha sottolineato per parte sua che “ho partecipato a questo percorso sapendo qual era la legge. Non siamo a fare la Costituzione dello Stato ma a redigere uno statuto più vicino a quello di un’Unione dei Comuni piuttosto che a quello un ente eletto a suffragio universale. Non dobbiamo fare l’errore di non comprendere questo. Questo Statuto ci consente di cominciare”.

Benedetta Albanese (Pd): “Questo Statuto è perfetto nella sua architettura. Non gli mancano braccia e gambe. Abbiamo scelto una strumento snello che ci consentirà di dare corso a una disciplina di dettaglio. Non condivido le critiche. Ci attende responsabilità per quello che dobbiamo fare con un progetto che è in costruzione. Il fatto che i tempi siano stati stretti non ha reso superficiale quello che abbiamo fatto. Tutti qui rappresentiamo una parte del territorio in maniera non autoreferenziale. Non siamo un Consiglio di nominati, ma di persone elette con elezioni di secondo grado”.

Riccardo Lazzerini (Territori Beni Comuni) non ha espresso voto contrario ma astensione: “Ho trovato interlocutori con idee chiare. Non condivido un’impostazione che limità l’agibilità politica e su questo aspetto non ho trovato risposte concrete”.

Emiliano Fossi (Pd): “Abbiamo fatto un percorso importante. Capisco la dialettica politica, ma non vorrei che si disperdesse il senso di un lavoro che ha richiesto impegno e capacità di ascolto reciproco. Questo non va sciupato, ma valorizzato. Dobbiamo mettere la testa fuori di qui per evitare corto circuiti con le Istituzioni e con i cittadini. C’è un deficit di fiducia che va superato. La Città metropolitana deve essere sentita, percepita dai cittadini”.
“I cittadini guardano al futuro”, sottolinea Massimiliano Pescini: “Nessuno mi ha chiesto perché non si è votato per la Provincia, ma i cittadini mi chiedono cos’è la Città Metropolitana. Siamo in questo nuovo Ente con un fortissimo spirito di servizio, non perché sentiamo che ci viene tolto tempo, ma per spenderci in una sfida nuova. O si naviga in mare aperto o si finisce per stare in uno stagno chiuso. Noi dobbiamo puntare alla stabilizzazione di un sistema diverso da quello precedente, che è stato superato innanzitutto da una fortissima volontà popolare. Lo Statuto è una base di partenza importante”.

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