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Città Metropolitana: nuovo appello di Spini Politica

A seguito del maxi-vertice tra i presidenti delle dieci province italiane coinvolte nella costituzione delle città metropolitane, il presidente della commissione Affari Istituzionali del comune di Firenze, l'On. Valdo Spini, gioca la sua carta nella difficile partita che ha come posta l'istituzione della Città metropolitana fiorentina. «Mi faccio promotore di un appello – ha spiegato Spini – per una riunione fra i miei omologhi degli altri comuni interessati, affinché ci si possa riunire per dare il nostro contributo alla definizione del necessario assetto di governo delle Città Metropolitane, anche in rapporto allo svolgimento dei lavori della “Conferenza Paritetica Stato Regioni Enti Locali” in corso di svolgimento a livello nazionale». I comuni interessati dall'eventuale costituzione di una Città metropolitana fiorentina sono dieci oltre a Firenze e includono, fra gli altri, i comuni di Sesto, Calenzano, Campi, Fiesole e Impruneta.

La riunione svoltasi a Firenze ha coinvolto, oltre al presidente della provincia Andrea Barducci, i presidenti provinciali di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Dal vertice è uscito un accordo di massima da presentare al governo Monti entro due settimane che riguardi – fanno sapere da Palazzo Medici Riccardi – «l’istituzione, laddove sono previste dalla Legge sul federalismo fiscale, delle Città metropolitane che in questo caso sostituirebbero le Province interessate; la riduzione – tramite accorpamento – del numero complessivo delle altre Province che restano escluse dalle Città metropolitane; l’eliminazione degli organi periferici dello Stato e l’eliminazione di tutti gli enti intermedi».

«Il fatto che i dieci presidenti di Provincia si siano riuniti oggi – ha concluso Spini – mi sembra un fatto positivo. Finalmente si parla di Città metropolitane e finalmente si fa cenno alla legge esistente. Una riunione dei presidenti delle commissioni Affari Istituzionali o loro equivalenti dei nostri comuni sarebbe un ottimo punto di partenza perché anch'essi siano protagonisti attivi di questa fase di ristrutturazione degli Enti Locali.

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