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Città metropolitana, opinioni a confronto Opinion leader

Il Consigliere il consigliere regionale Paolo Bambagioni, che è stato Sindaco di Signa (uno dei Comuni interessati al nuovo organismo),  ritiene che l’area metropolitana sia uno strumento importante per promuovere quella integrazione che è già nei fatti, come rivela il pendolarismo  che riguarda non solo il lavoro ma anche il tempo libero Bambagioni ritiene però  altrettanto importante che la città metropolitana sia policentrica ovvero con una strategia di complementarietà tra le varie zone e senza scaricare sulle periferie le tensioni(a cominciare da quella abitativa) della città.  Si ritiene,inoltre, importante che i vari Comuni che andranno a costituire la città metropolitana mantengano la propria identità e le proprie specificità e che pur in un ottica sinergica debba essere salvaguardate l’autonomia e il decentramento delle singole entità.

Leonardo Cappellini, Presidente del Consiglio comunale di Lastra a Signa (e vicepresidente provinciale delle Acli) considera questo evento assai rilevante, in quanto l′area urbana compresa tra Firenze e Pistoia evidenzia potenzialità sinergiche su più politiche di gestione del territorio, (in particolare trasporti, ambiente, pianificazione urbanistica e infrastrutturale,) ”che fino ad oggi” – rileva – “hanno incontrato difficoltà, in assenza di un percorso istituzionale organico” . Cappellini porta come esempio la complessità del problema mobilità nell′area della cintura fiorentina, le difficoltà di collegamento fra le due sponde dell′Arno. “Ciò fa comprendere” – osserva Cappellini -“quanto una politica di sviluppo urbanistico per tempo coordinato, avrebbe potuto interpretare meglio le problematiche, evitando gli attuali limiti infrastrutturali, su cui il costituendo strumento amministrativo, ci auguriamo potrà dimostrarsi efficace”.

Sul versante sud-est dell’area fiorentina e più precisamente a Pontassieve il Vice Sindaco Alessio Mugnai esordisce con una metafora “Pontassieve – osserva- ha bisogno del rapporto con la metropoli, così come "il pesce ha bisogno dell′acqua" e sottolinea che il suo personale auspicio è “che nei prossimi anni e decenni il Comune di Pontassieve possa essere semplicemente un municipio della "Grande Firenze". Già oggi e ormai da molti decenni i nostri concittadini – rileva Mugnai – vivono un rapporto di pendolarità con la città di Firenze, sia per ragioni di studio, che di lavoro e business, sia per motivi di cultura e del tempo libero.
Ma il Vice Sindaco di Pontassieve osserva anche che “ a sua volta la città di Firenze non ha un senso compiuto se non la si inquadra nell′ambito dell′area metropolitana più vasta che si estende dalle pendici dell′Abetone fino ad arrivare ai piedi del Pratomagno”. Questa è una “conurbazione geografica – conclude Mugnai – “ che ha bisogno di un governo omogeneo e di scelte coerenti, che tengano conto di una visione d′insieme e che non siano la semplice sommatoria dei singoli interessi localistici. Basta andare con la mente agli anni e decenni passati e ripensare a tutte le scelte in materia di trasporto pubblico, rifiuti, urbanistica, sviluppo economico, formazione professionale e servizi socio sanitari per capire che è arrivato il momento di cambiare”.

Per Andrea Ceccarelli, Presidente del Quartiere3 (Gavinana) di Firenze, la città metropolitana è sicuramente un′opportunità da cogliere “o, meglio – sottolinea – lo sarebbe stata se il decreto ne avesse disegnato in modo diverso confini e competenze”.
Secondo Ceccarelli, infatti, una città metropolitana che assomiglia molto più ad un′area metropolitana rischia di perdere i caratteri distintivi individuati in decenni di dibattito istituzionale.  “Da sempre” – aggiunge Ceccarelli – “si è invocata l′istituzione della città metropolitana per integrare, ad esempio, le politiche della mobilità o le politiche urbanistiche, convinti che i confini comunali fossero ormai troppo "ristretti" e rischiassero spesso di creare conflitti, sovrapposizioni, contraddizioni. Aveva un senso, allora, creare una città metropolitana di Firenze ed una di Prato e Pistoia, magari immaginando un rapporto organico fra di loro attraverso uno strumento di mediazione istituzionale che si occupasse dell′intera area.  Circa i rischi che bisogna evitare Ceccarelli rileva che “così come è congegnata, non c′è dubbio che la città metropolitana rischi di essere fagocitata dal capoluogo. O, almeno , che i cittadini degli altri centri abbiano questa sensazione e in politica l′immaginario collettivo finisce per produrre effetti non poi così diversi dalla realtà oggettiva.

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