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Civismo, la riscossa riparte da Fiesole, Ravoni: “Il cittadino si chieda cosa può fare per la sua comunità” Breaking news, Politica

Fiesole – Torna alla grande, il sindaco di Fiesole Anna Ravoni, che in occasione dell’incontro organizzato all’Hotel Aurora in piazza Mino, rilancia la sua candidatura alla poltrona di sindaco.  “Mi ripresento – dice il sindaco di Fiesole Anna Ravoni – per dare continuità al nostro progetto. E se i cittadini non ci vorranno, ognuno di noi ha un lavoro a cui tornare. Nessuno si deve preoccupare per trovarci una sistemazione”.

“Non siamo più bravi, siamo semplicemente più vicini ai cittadini, siamo cittadini – spiega Ravoni – ho messo in ordine i conti, ho sistemato il lato finanziario. E’ dal bilancio “sano” che si parte per “fare”. Noi, nonostante l’impossibilità di accedere ai mutui, eredità delle vicende precedenti, siamo riusciti a realizzare opere importanti. Abbiamo cercato finanziamenti: siamo riusciti a trovarne tantissimi, che ci hanno consentito di realizzare la fognatura nella valle dell’Arno, evitando così la sanzione europea, oltre alla messa in sicurezza di alcune scuole. Avevamo ottenuto il finanziamento del bando periferie, che ora è incerto. Mi permetto di ricordare che tanti comuni hanno iniziato a utilizzare quei soldi, con il rischio, ora, di rimanere senza copertura”.

Ed è con particolare orgoglio che il sindaco sottolinea: “Nonostante tutto, siamo riusciti a non abolire o tagliare i servizi, come gli asili nido che in caso di commissariamento del Comune non verrebbero salvaguardati perché non riconosciuti come servizio necessario. Abbiamo tagliato le spese superflue, come i contributi ad associazioni delle quali abbiamo verificato la non utilità per il territorio. Il civismo non è solo chiedere, ma chiedersi cosa si può fare per la propria comunità”.

Fra le esperienze concrete del sindaco “civico” (ricordiamo che Anna Ravoni fu eletta alle scorse amministrative con la lista Cittadini per Fiesole) l’esperienza che ha portato al distretto biologico è stata eccezionale. “Abbiamo parlato, con il nostro “Gruppo consumo consapevole e mangiar sano”, con le aziende agroalimentari. La domanda era: cosa possiamo fare insieme”. 

“Messe in rete queste aziende, con collegamento alle aziende ristorazione e ricettive, di fatto si sta promuovendo il territorio. Credere nel proprio territorio, volergli bene, è una delle note fondamentali dell’esperienza civica. Essere sindaco “civico” è prima di tutto essere un cittadino e parlare agli altri da cittadino. Questo è civismo, questo vorrei continuare a fare”.

Molto seguiti gli interventi e i contributi degli ospiti, a partire dall’assessore di Vaglia a bilancio e turismo, Laura Nencini, che intervenendo nel dibattito definisce il civismo come “la possibilità delle persone di partecipare alle scelte, ma anche il ricercare quel senso di appartenenza che purtroppo nel nostro territorio era scomparso”. 

Il contributo di Gabriele Tomei, assessore al welfare del Comune di Viareggio, sottolinea l’importanza della rappresentatività: “Rispetto alla selezione del personale, siamo riusciti a portare nelle amministrazioni passione, competenza, rappresentatività. Rappresentatività sostanziale, vera. Per quanto riguarda il lungo periodo, ritengo che dall’esperienza civica possa nascere un collegamento anche con altre forze tradizionali attraverso il principio dell’ “assemblaggio”. Assemblare, tradurre, mescolare. Questa è la sfida del nostro Paese. Il civismo è una tappa fondamentale di questo percorso”.

Infine, Marco Buselli, sindaco di Volterra, lancia una proposta concreta, la costruzione di un portale delle esperienze delle buone pratiche che sostanziano la cittadinanza attiva. Noi non siamo più bravi degli altri, più intelligenti. Per 63 anni da noi prima c’era il partito, poi, la comunità. Noi abbiamo solo invertito le priorità: prima la comunità, poi le posizioni politiche, ideologiche e quant’altro”.

 

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